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Roma, 21 nov – Non che Berlusconi abbia bisogno di consigli e non che a qualcuno, qua, interessi dargliene. È interessante però valutare l’invariabile grado di ipocrisia della sinistra che oggi, come da sempre, si dice pronta a riabilitare un personaggio che sino all’altro giorno aveva odiato e massacrato.

Forza Italia in cerca di uno strapuntino

Forza Italia è, tra i partiti di opposizione, la più interessata a dialogare con la maggioranza di governo nel tentativo di apportare utili modifiche alla Legge di bilancio, ad esempio ingrassando le quote di ristori destinate ai lavoratori autonomi cui è impedito di lavorare. O così dicono, nel senso che le percentuali risicate su cui si attesta il partito del Cavaliere rendono plausibile anche l’ipotesi di avvicinamento al governo per trovarvi dello spazio da occupare. Chissà. Fatto sta, però, che nei giorni scorsi tre parlamentari forzisti sono passati nella Lega, che Salvini ha stupidamente esultato per l’arresto del forzista presidente del consiglio regionale della Calabria e che la Lega si è schierata contro la norma nel dl Covid che tutelerebbe le aziende italiane a rischio scalata e dunque anche Mediaset. Sembra una sorta di piccola resa dei conti durante la quale ognuno da un dispetto e rinfaccia all’altro qualche peccatuccio.

Il Pd sta alla finestra e si gode lo spettacolo, invitando l’ex nemico giurato Berlusconi a prendersi un tè a Largo del Nazareno. Sembra d’assistere ad una scena surreale e incredibile perché sono vivi nella memoria collettiva i ricordi degli oltre vent’anni di battaglia senza esclusioni di colpi che la sinistra ha portato avanti contro il Cav.

Dal ’94, Berlusconi è divenuto il Caimano su cui sono stati scritti libri, girati film, organizzati attacchi fisici alla persona, sul quale la magistratura militante erede di Di Pietro e Davigo ha concentrato le proprie forze trasformandolo nell’uomo più indagato di tutta la storia occidentale. Rimangono indelebili i processi sulle stragi mafiose, sull’evasione fiscale perpetrata dal primo contribuente italiano e il più grottesco di tutti, ossia l’origliamento nella camera da letto dell’ex premier ai tempi di Ruby Rubacuori. Una nazione, l’Italia, messo volutamente in mutande dal circo mediatico giudiziario diretto abilmente dalla sinistra, e quest’ultima si arrogava il diritto di fare e disfare la nazione poiché depositaria, ça va sans dire, della verità assoluta. Ridondavano le accuse di fascismo e di autoritarismo rivolte al Cavaliere. Sembrava fosse arrivato l’erede di Benito Mussolini. Era invece nient’altro di una persona capace di rompere le uova nel paniere all’area liberal che già si pregustava il dominio incontrastato dopo il repulisti operato dai magistrati con Mani pulite. Era solo un signore outsider che col suo linguaggio e una certa dose di spregiudicatezza mandava costantemente in frantumi la vetrina di politicamente corretto che la sinistra issava come scudo. Quante volte si è fatto scappare la solita frasetta che niente vuol dire e cioè che Mussolini ha anche fatto cose buone. Roba da cabaret a Predappio, eppure ogni volta i partigiani4ever cadevano nella provocazione e auspicavano l’arrivo di nuove purghe. Oggi costui è ritenuto uno statista. Strana la storia e strano il giro tortuoso che riesce a fare.

Il “battesimo rosso” di Berlusconi

Sembra di rivedere Montanelli e Fini, i cui cartonati penzolavano a Piazzale Loreto in attesa del loro arrivo sinché non è intervenuto il battesimo rosso in conversione alla sinistra italiana. Buffo: bastò ad entrambi mettersi contro Berlusconi, dopo naturalmente aver ottenuto da quest’ultimo carriera, danaro e successo. Ciò fu sufficiente per farli entrare di diritto nell’olimpo dei giusti. Esperienza che a quanto pare non porta granché bene, dato che sia Montanelli che Fini, dopo il sodalizio con la sinistra, han fatto ben poca strada. Adesso a Berlusconi tocca il solito trattamento privilegiato solo perché non si contrappone duramente al governo e quindi non regge il moccolo a Salvini. La destra che piace alla sinistra deve banalmente cessare d’esser tale. La sinistra, da par suo, per divenire affrontabile dovrebbe iniziare ad avere una dignità. Perché per andargli a genio basta rinnegare sé stessi.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. Prima di avvicinare l’ inavvicinabile, Montanelli a Fini (Gianfranco e non Massimo, è bene puntualizzare), se non altro per storia, caratura, linearità e contestualizzazioni sempre da anteporre (!), comincerei a rammentare piuttosto la capacità che ha avuto Berlusconi di fagocitare tutta la destra missina e non solo! In sostanza, quando era forte fagocitava, adesso è forte o debole?!
    L.Zuppini, cerchiamo di non farci fregare dalle mancate conoscenze, l’ unico vero errore di Berlusconi è stata la minorenne mandata da altri e la telefonata diretta in questura… Tutto il resto è fumo e gioco delle parti. In tribunale e nella vita sono stati massacrati i fascisti neri e la malattia infantile del comunismo! Sai quanta gente vorrebbe avere la vita “massacrata” come quella di S.Berlusconi?

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