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Roma, 21 nov – Nella notte il Consiglio dei Ministri ha varato un rafforzamento del Decreto ristori II, portando le cifre impegnate da 1,4 a 2 miliardi circa. Nello stesso momento veniva annunciato un ulteriore scostamento di bilancio, per una cifra di 8 miliardi di euro, il quarto dall’inizio della pandemia, e probabilmente – secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze Gualtieri – potrebbe preludere a un ulteriore scostamento con un indebitamento da 15-20 miliardi. Per scostamento di bilancio si intende un indebitamento per finanziare spese in deficit, una misura del tutto eccezionale che deroga rispetto agli stringenti parametri imposti dall’Europa e che è possibile attivare solo in fasi di conclamata emergenza, come quella determinata dalla corrente emergenza sanitaria.

Approvato scostamento di bilancio da 8 mld

Nel comunicato stampa finale del Consiglio dei ministri si legge che con il nuovo scostamento da «8 miliardi in termini di indebitamento netto e di fabbisogno e di 5 miliardi per il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, in termini di competenza e in termini di cassa» il governo «intende adottare misure che, in continuità con quelle precedenti, consentiranno di estendere gli interventi previsti a favore degli operatori economici, per il sostegno dei settori produttivi e per il sostegno dei cittadini, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale». Il CdM ha approvato la Relazione finale da presentarsi al Parlamento «ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine». Sempre il medesimo comunicato specifica poi che «per il successivo triennio di programmazione, il Governo conferma il percorso di rientro già indicato nel mese di settembre con la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza».

Quasi due miliardi di aiuti

In merito alle misure previste dal Decreto Ristori Due, 1,45 miliardi saranno destinati ai contributi a fondo perduto per le attività economiche e commerciali colpite dalle misure restrittive anti-Covid, mentre 400 milioni di euro saranno funzionali per gli acquisti, con destinazione enti territoriali, per gli aiuti alimentari e 100 milioni verranno dati al commissario all’emergenza Domenico Arcuri per acquistare farmaci per curare i pazienti positivi al Covid. In totale, e come detto, la cifra finale è stata aumentata rispetto l’originaria previsione di circa 600 milioni di euro.

Crescono gli esercenti in difficoltà

L’aumento del plafond si è reso necessario poiché la continua evoluzione della colorazione delle Regioni, che sottende misure sempre più restrittive, ha significativamente aumentato la platea degli esercenti colpiti dalla crisi economica. Sempre nell’ambito di queste misure, va segnalato come l’Agenzia delle Entrate abbia iniziato le operazioni di accreditamento dei bonifici per chi aveva già inoltrato domanda e al contempo ha predisposto la domanda per chi non aveva avuto modo di presentarla in estate, questa volta con scadenza fissata per la metà di gennaio.

Ma le misure non bastano

In realtà anche queste misure appaiono insufficienti, tanto che l’inasprirsi della seconda ondata, delle misure restrittive e della crisi economica conseguente sta portando il Governo a lavorare a un nuovo Decreto Ristori, per l’inizio del 2021, liberando 3,8 miliardi appostati con la manovra in un apposito fondo anti-Covid, ideato per avere a disposizione un budget da assegnare via via alle nuove esigenze delle imprese. In questo modo si potrebbe contare, secondo le stime di parte governative, su un tesoretto per cercare di appianare le divergenze sorte in seno alla maggioranza, cercando di accontentare le richieste di tutte le parti in causa: le divergenze si sono acuite a causa dei tempi strettissimi per l’esame della legge di Bilancio, che quest’anno è approdata in Parlamento con ben un mese di ritardo rispetto alla scadenza prevista dalla legge. Il voto parlamentare sullo scostamento è previsto per la giornata di giovedì: si ritiene che, anche grazie all’andamento positivo delle entrate, si riesca comunque a rimanere nei parametri di deficit stabiliti, a 10,8% del Pil.

Rinvii delle scadenze

Immediatamente dopo, dovrebbe essere varato un ulteriore Decreto Ristori, contenente soprattutto il rinvio delle scadenze fiscali dei due ultimi mesi del 2020. In questo senso, la misura vorrebbe rappresentare una mano tesa sia al mondo del commercio, visto che il tema delle tasse è molto sentito, anche dall’opposizione che aveva chiesto misure analoghe. Forza Italia però fa sapere che non basta lo slittamento ma si dovrebbe optare per un autentico semestre bianco fiscale, e in questo in seno alla maggioranza le fa eco Italia Viva. Al vaglio ci sarebbe il rinvio del secondo acconto Irpef, Irap e Ires del 30 novembre, contributi previdenziali e ritenute fiscali del 16 dicembre e Iva il 27 dicembre per tutte le imprese che abbiano perso nel primo semestre almeno il 33% del fatturato e che fatturino fino a 50 milioni di euro.  Allo slittamento delle tasse, una parte del mondo politico chiede la destinazione di ulteriori fondi ai sindaci al fine di costituire dei fondi per garantire i servizi e alcuni chiedono ulteriore proroga del blocco degli sfratti.

Cristina Gauri

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