Roma, 25 giu — L’aspetto meno valorizzato — ma probabilmente più significativo — della fragorosa scissione interna al M5S sembra essere quello dello scollamento tra élite istituzionali e l’attuale leader dei grillini Giuseppe Conte.

Le élite abbandonano Conte?

L’avvocato di Volturara Appula ha potuto godere, negli anni scorsi, dell’appoggio diretto di significativi membri del Vaticano e della Presidenza della Repubblica. Infatti, in passato Sergio Mattarella aveva spesso evidenziato la necessità di scongiurare crisi di governo e mantenere in sella l’allora esecutivo giallorosso, mentre nel corso della crisi del Conte Bis esponenti della diocesi avevano pubblicamente dichiarato di essere al lavoro per la formazione di un terzo governo a guida Giuseppe Conte. Cosa ci lascia pensare che questo appoggio si sia oggi smarrito o, quantomeno, ridimensionato? Il ruolo istituzionale ricoperto attualmente da Luigi di Maio, che presiede il ministero degli Affari Esteri, il più importante dicastero italiano dopo Palazzo Chigi, a cui è direttamente collegato insieme al Quirinale. Pertanto, è impossibile che la scissione operata dal ministro degli Esteri sia avvenuta senza aver adeguatamente informato e ricevuto approvazione da parte del premier e, soprattutto, del presidente della Repubblica.

Il declino

Un aspetto importante che segna l’inesorabile declino della figura di Giuseppe Conte e dunque l’abbandono anche da parte di chi si era operato per sostenerne l’immagine e la figura negli anni scorsi. Pertanto, potremmo attenderci nel prossimo futuro un effettivo scioglimento del Movimento 5 Stelle, attualmente guidato da una figura incapace di mantenere coesione interna, apparire chiaro nell’esposizione del proprio programma elettorale e portare aventi un progetto politico degno di questo nome. Al momento della sua elezione a leader dei 5 stelle, spiegammo le ragioni che portavano a ritenere che ne sarebbe stato l’effettivo liquidatore, nell’ottica di un assorbimento da parte del Partito Democratico. Uno scenario che va delineandosi in maniera inesorabile e che probabilmente diventerà effettivo già prima della fine della legislatura attuale.

Tommaso Alessandro De Filippo 

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