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Roma, 22 set – Unico candidato, è riuscito a perdere lo stesso. E’ l’incredibile storia di un sindaco in pectore, che non aveva avversari di fronte. Sembrava dunque scontata la sua elezione, eppure qualcosa è andato storto. A Lesina, città di circa 6mila abitanti in provincia di Foggia, era in lizza soltanto una lista civica: quella di Primiano Di Mauro, 52enne geometra nonché vicesindaco nella precedente amministrazione.

Salvini cantava vittoria

Di Mauro correva con la lista Lesina Azzurra ed era stato scelto dall’europarlamentare Massimo Casanova, patron del Papeete a Milano Marittima e amico di Salvini. Proprio in questa cittadina pugliese, della quale Casanova è assiduo frequentatore, lo scorso anno passò le vacanze anche il leader della Lega. Vista la corsa in solitaria del geometra Di Mauro, il patron del Papeete durante la presentazione delle liste aveva già cantato vittoria: “Abbiamo già un sindaco”. Analogo il commento di Salvini il 23 agosto: “Un sindaco pugliese lo abbiamo già eletto ancor prima del confronto elettorale”.

Quorum non raggiunto

E invece… mai festeggiamento preventivo fu più sbagliato. Perché a causa della bassa affluenza, fermatasi al 49,01%, ai seggi del Comune non hanno dovuto neppure provvedere allo spoglio. Le schede elettorali sono insomma rimaste negli scatoloni, non essendo stato raggiunto il quorum del 50% necessario per rendere valide le votazioni. Per l’esattezza sono mancati 58 voti, fondamentali per l’elezione dell’unico candidato a primo cittadino. “E’ stata una lotta dura – ha dichiarato Di Mauro all’Adnkronos – solo per circa 50 voti non è stato raggiunto il quorum. Mi rattrista non aver avuto un confronto per l’incapacità di gente che non è riuscita a presentare liste e poi ha creato i comitati per il non voto. Questo è triste perché già il popolo non vede di buon occhio la politica e in questo modo si alimenta il malcontento”. Ora, parlare di lotta dura in mancanza di avversari è forse un tantino azzardato, sta di fatto che i cittadini probabilmente non hanno gradito l’assenza di competitor.

Arriva il commissario

Fattore che non è stato messo in conto da Matteo Salvini, il quale come detto aveva esultato per una vittoria data per scontata. “Non ho ascoltato queste parole (di Salvini, ndr) – ha detto Di Mauro – se le ha dette lo ha fatto certamente come forma di auspicio. Il progetto politico andrà avanti. Il mio impegno politico è dettato solo dalla passione. Con Massimo mi sono sentito e mi ha rinnovato la sua vicinanza politica. Mi sarebbe piaciuto confrontarmi in campagna elettorale con altre liste ma c’è gente che non è stata capace di presentarle”. A ben vedere alla fine in questo comune pugliese ha vinto l’astensionismo, fortemente sostenuto da due comitati locali: L’Altra Lesina e No Quorum, che si battevano per non far ritirare ai cittadini la scheda elettorale alle comunali. Piuttosto grave, ma tant’è. E adesso che succede? Molto semplicemente Lesina non avrà un sindaco e sarà retta da un commissario.

Alessandro Della Guglia

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