Lucca, 27 giu – Si fa in fretta a parlare di destra e sinistra, ma la coalizione che ha vinto il ballottaggio a Lucca è un unicum nel panorama nazionale. Il classico centrodestra avrebbe perso matematicamente, senza allargare la base dell’elettorato sia a destra che a un civismo di sinistra. Una alleanza a tre soggetti a cui si è aggiunto anche il candidato di Calenda del primo turno. Per il Pd un manicomio, per la politica italiana forse una vera novità.

Primo turno: il centrodestra staccato di 8 punti

Il 12 giugno il centrodestra del candidato Mario Pardini si è trovato dietro di 8 punti rispetto al centrosinistra di Francesco Raspini. Una forbice ampia che ha costretto Pardini a trovare quel coraggio che il centrodestra non ha avuto in altre città (perdendo), e cioè allargarsi tramite apparentamento. Il primo soggetto a cui guardare è stato naturalmente la terza forza in campo: la coalizione a sostegno di Fabio Barsanti, che ha ottenuto il 9,5% e quindi sufficiente a coprire la forbice fra centrodestra e centrosinistra. Barsanti, consigliere comunale uscente, aveva ottenuto nel 2017 l’8% delle preferenze: il centrodestra senza di lui perse, oggi ha vinto. Il secondo soggetto a cui ha guardato Pardini è stata Lista Civile di Elvio Cecchini, al 3%, espressione di un civismo trasversale (con capolista proveniente da sinistra) nato da battaglie condivise anche con l’opposizione in Consiglio comunale (e quindi con lo stesso Barsanti). A questo quadro si sono aggiunti altri appoggi più o meno formali, dalle liste no green pass, agli ex 5 stelle, a Sgarbi, per finire ad Alberto Veronesi, candidato per il Terzo polo, che ha appoggiato Pardini in rottura con Calenda e Renzi.

Una città contro il Partito unico del Pd

Alla luce di quanto successo il Pd si è trovato isolato, senza nemmeno l’appoggio (formale) dell’estrema sinistra. Un risultato ottenuto grazie a dieci anni di gestione autocratica del potere, senza ascoltare le varie anime della città. La reazione del ‘Partito unico’, come è stato definito dalle opposizioni, è stata la solita scomposta solfa sull’antifascismo. Una campagna rabbiosa che ha dato in pasto Lucca alla stampa nazionale. Uno schema che il Pd aveva usato già nel 2017, ma che quest’anno non ha trovato la presa cercata. Complice l’attività di Barsanti in Consiglio comunale negli ultimi cinque anni e i riconoscimenti ricevuti da tante componenti della città non a busta paga del Pd.

Ora che ha vinto l’alleanza lucchese si troverà alla prova dei fatti e dimostrerà se potrà essere una piattaforma politica esportabile. I partiti del centrodestra non hanno classe dirigente, litigano a livello nazionale e fra pochi anni potrebbero essere scomparsi o rimodulati. Se non daranno il canto del cigno strozzando la nuova creatura lucchese, forse il sistema del Pd deve avere davvero paura. A cominciare dalla regione Toscana.

Ettore Maltempo

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