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Roma, 16 dic – Il governo giallofucsia ha posto la fiducia sul maxiemendamento alla manovra. Dopo la bagarre di questa mattina in aula scatenatasi in seguito al parere del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che ha comunicato il giudizio di inammissibilità delle norme sulla cosiddetta liberalizzazione della cannabis light, trapela un certo nervosismo nell’esecutivo. D’altronde anche le norme sulla tobin tax sono state giudicate irricevibili dal presidente del Senato e la fine del mercato tutelato per l’energia è slittato dal 2020 al gennaio 2022.

Inoltre, dopo la fiducia posta dal governo, le norme che dovranno essere passate al vaglio sono tantissime: stando a una bozza del maxiemendamento i commi della manovra sono quasi mille. Oltretutto gli interventi sono decisamente ampi e variegati: dalla plastic tax, alla sugar tax, passando per le accise sui carburanti, la tassa sulla fortuna e svariate misure riguardanti gli enti locali. Si attende dunque una lunga maratona in Parlamento, con i tempi che si fanno sempre più stretti. A spiccare però, sono 5 tasse che ci attendono a partire dal 2020. Vediamole nel dettaglio.

Ecco 5 nuove tasse da pagare nel 2020

Plastic Tax: come ben spiegato su questo giornale, si tratta di una tassa del tutto inutile presentata come necessaria per raggranellare soldi al fine di scongiurare l’aumento dell’Iva, ma che in realtà è l’ennesimo balzello del governo. Pensata per i prodotti monouso in plastica, attualmente l’importo è sceso a 45 centesimi rispetto alla previsione iniziale di 50 centesimi al chilo. Entrerà in vigore a luglio.

Sugar Tax: altra microtassa giallofucsia per fare cassa. Sarebbe dovuta partire a gennaio, ma è anch’essa slittata ed entrerà in vigore da ottobre 2020. Si tratta di una tassa sulle bevande analcoliche zuccherate: 10 centesimi al litro.

Tassa sulla “fortuna”: da marzo 2020 per ogni vincita superiore ai 500 euro, verrà imposta una tassa che toccherà quota 20% (vale anche per i Gratta e Vinci). Mentre dal prossimo 15 gennaio la quota del 20% riguarderà tutte le vincite superiori ai 200 euro alle cosiddette new slot.

Robin Tax: nome evocativo, dovrebbe infatti togliere soldi ai ricchi per donarli ai poveri. Almeno secondo le intenzioni dell’ideatore Jimmy Carter, il presidente americano che la propose circa 40 anni fa. In pratica l’addizionale Ires salirà del 3,5%, passando così dal 24 al 27,5%, per i concessionari di autostrade, ferrovie, porti e aeroporti.

Tassa sulle auto aziendali: anche in questo caso slittamento a luglio 2020 e riguarderà unicamente le nuove immatricolazioni. Dunque se ne riparla tra poco più di sette mesi, quando l’emolumento retributivo fringe benefit scenderà al 25% per i veicoli meno inquinanti. Mentre nel 2021 salirà dal 40% al 60% per le auto considerati meno “green”.

Alessandro Della Guglia

5 Commenti

  1. E’ proprio come il papà che con le mance decide come guidare i figlioli. Solo che le mance sono prelievi e i figli sono anziani e non vogliono altri papà fasulli. Condurre è un’ altra cosa…