Roma, 2 nov – Passate le elezioni, è finita anche l’«emergenza fascismo». Non che ci fossero dubbi al riguardo, ma purtroppo c’è ancora chi crede alla pantomima della sinistra, sempre pronta ad agitare strumentalmente lo spauracchio del «male assoluto» quando può trarne qualche vantaggio politico. A smascherare questo disgustoso giochetto ci ha pensato Franco Cardini, che ha anche messo in guardia la Meloni e Fratelli d’Italia: l’antifascismo è una «falsa ideologia, fumosa e contraddittoria», sostiene lo storico fiorentino, e cadere in questa trappola può essere fatale.



Che cosa fu davvero il fascismo

In un’intervista rilasciata a Gianluca Veneziani per Libero, Cardini ha innanzitutto spiegato perché non è possibile definire il fascismo «male assoluto», come ripetono i guitti dei media mainstream: «Non è possibile e nessuno studioso serio né una persona di buon senso può farlo. Il problema è che alcune centrali politiche e alcuni mezzi che influenzano l’opinione pubblica si sono accorti che il ricatto “o definisci il fascismo male assoluto o non puoi parlare” è vantaggioso». Insomma, qui non c’entrano per nulla la storia e la ricerca scientifica.

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D’altronde, puntualizza Cardini, «non mi risulta che sia stata data una definizione precisa di antifascismo. Per farlo bisognerebbe prima capire cosa si intenda per fascismo. È il fascismo di segno gramsciano, per cui esso sarebbe latente in tutti i partiti liberali? È il fascismo inteso come statalismo? Ma allora come la mettiamo con una parte della sinistra statalista? È il fascismo come violenza, ma allora come la mettiamo con la violenza dei movimenti comunisti della storia e con quella terribile esercitata da governi liberali al tempo del colonialismo? È il fascismo come colonialismo? Ma bisognerebbe ricordare che il fascismo è stato anticolonialista fino al 1935. La verità è che, come diceva De Felice, non esiste il fascismo, esistono i fascismi. In generale il fascismo italiano si può definire un tentativo di accordare la giustizia sociale con l’esigenza di sicurezza e l’ambizione alla grandezza nazionale».

Cardini mette in guardia la Meloni

E per quanto riguarda le richieste della sinistra alla Meloni, cioè di dichiararsi antifascista, Cardini è categorico: «Se io fossi in lei, direi: io sarò antifascista, solo quando mi spiegherete in dettaglio cosa è l’antifascismo. La verità è che vi è un’idea ufficiale, sostenuta dal Paese legale, per cui il fascismo è il male assoluto. Ma questa idea non è sostenuta dal Paese reale, convinto che Mussolini era una buona persona, che il fascismo ha fatto cose buone soprattutto in termini di leggi e opere sociali: penso al sistema delle assicurazioni, alla tutela della maternità e dell’infanzia, alle bonifiche agrarie. Il fascismo in questo senso è stato una discreta dittatura di sviluppo fino alla fine degli anni ’30».

All’apprezzamento per la preparazione della Meloni, Cardini fa inoltre seguire una critica spietata a Fratelli d’Italia: «La Meloni si sa difendere, legge i documenti, non arriva mai impreparata e dà pareri equilibrati. Il suo partito invece è di bassa qualità politica, non ha idee se non generiche. E poi Fdi non fa nulla in senso culturale. Non c’è un’università libera, una rivista seria, un convegno interessante sostenuto o promosso da Fdi. Il tesoretto della Fondazione An al momento non mi risulta venga utilizzato per questi scopi».

«La fiamma non va tolta dal simbolo»

Ma la sinistra non pretende solo abiure e inginocchiamenti. Esige anche che sia cancellata la tradizione politica di Fratelli d’Italia. Come? Rimuovendo la fiamma dal proprio simbolo. «Se la Meloni toglie la fiamma», commenta Cardini, «ha un’emorragia nel partito. È fuor di ragione il fatto di toglierlo: avrebbe solo un colpetto sulla spalla da parte della sinistra, mentre viene lasciata in mutande». La Meloni, infatti, per Cardini dovrebbe evitare di commettere gli stessi errori di Alleanza Nazionale: «Il Msi è stata una forza politicamente rispettabile. An è stata invece un mezzuccio per rimbiancare il Msi e trasformarlo in una Dc laica».

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. Il modo di esporre del Prof. Franco Cardini è sempre notevole: sintetico, chiaro e sostanzialmente assai costruttivo. Lineare, esemplare.

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