Il Primato Nazionale mensile in edicola

«I vaccinati non sono contagiosi». Questo è il messaggio che Mario Draghi ha inviato al popolo italiano durante la conferenza stampa di giovedì 22 luglio 2021. In pratica, il presidente del Consiglio ha spudoratamente mentito all’intera nazione. Anche perché, sulla materia, sarà stato di certo informato dagli esperti del Cts. Senza contare che erano già stati registrati diversi casi di individui vaccinati ma positivi e, pertanto, contagiosi.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di ottobre 2021

Draghi, ovviamente, non è il primo politico che mente sapendo di mentire. Dov’è, insomma, la notizia? Ebbene, la notizia non sta tanto nelle sue menzogne, quanto nel silenzio tombale in cui sono state proferite. A parte alcune eccezioni, infatti, tutti gli organi d’informazione hanno taciuto: nessuna critica, nessun’inchiesta, nessun servizio, nessuna denuncia, nessuna levata di scudi. Niente di niente. Ecco, se un primo ministro – in una situazione emergenziale tanto delicata – ricorre all’inganno per imporre le sue misure draconiane, questo è il sintomo che qualcosa non torna. E il dubbio non è solo legittimo: è addirittura fisiologico.

I «no-vax» sono i nuovi «negazionisti»

Tuttavia, se c’è qualcosa che è stato completamente bandito dal dibattito politico, quello è proprio il dubbio. E chiunque avanza delle perplessità viene subito bollato come «no-vax». È l’ultima trovata dei pretoriani dell’informazione: prima se la sono presa coi «negazionisti», ora è il turno dei «no-vax». In un caso come nell’altro, si tratta di cose che non esistono: coloro che mettevano in dubbio l’esistenza del Covid-19 erano tutt’al più quattro scemi, esattamente come sono quattro scemi quelli che sostengono che il vaccino ti faccia spuntare la coda o le corna. In altri termini, i cosiddetti «negazionisti» non erano altro che persone che criticavano le chiusure a oltranza. Stesso discorso per i fantomatici «no-vax»: sono – né più né meno – cittadini che non sono convinti dell’efficacia e della sicurezza di questo vaccino

Tra l’altro, se proprio vogliamo dirla tutta, è proprio l’assenza di un dibattito che genera i mostri, o comunque fa pensare ad alcuni sprovveduti che sia in atto un «grande complotto vaccinale». Prendiamo uno degli ultimi casi di cronaca. La stampa ha dato enorme risalto all’azione con cui digos e polizia postale hanno sgominato una pericolosa cellula estremista: i «Guerrieri di Telegram». Si tratta di una manciata di cinquantenni sparsi in tutta Italia e animata da tre uomini e cinque donne, queste ultime particolarmente attive, specificano i media. Immaginatevi la scena: una temibile banda di disoccupati, casalinghe e donne delle pulizie parlava in una chat di sovvertire il potere con le armi. Forse con forconi e assi da stiro. Fatto sta che, dopo un’indagine approfondita, sono scattate le perquisizioni nelle loro abitazioni: sono stati scoperti addirittura bastoni e coltelli, ossia attrezzi che è notoriamente molto complicato trovare nelle case di bravi e onesti cittadini. Eccoli i pericolosi «no-vax» che pianificavano attentati: una cellula terroristica il cui capo, il custode di un palazzo di Milano, aveva addirittura comprato un tirapugni. Una vicenda talmente grottesca che si fa anche fatica a commentarla.

La Dea Scienza

Se facciamo la tara al folclore che imperversa in certi gruppi attivi sui social, le persone hanno tutto il diritto di esprimere le loro perplessità e i loro timori. Dopotutto, i continui riferimenti alla «scienza» non bastano da soli a fugare i dubbi. Anche perché la scienza, anzi la Scienza, è un’entità astratta che non esiste. Esiste, quello sì, un bagaglio di conoscenze che ha contribuito al progresso tecnico del genere umano – inclusa la medicina e inclusi i vaccini, che hanno salvato la vita a milioni e milioni di persone. Ma di fronte a questo vaccino, come su molte altre questioni, gli scienziati si sono divisi. Solo che, appunto, in televisione ci vanno solo i giannizzeri del certificato verde.

Prendiamo Burioni, il virologus maximus di casa nostra, che chiama «sorci» i renitenti al vaccino. Lo scorso 3 agosto, pur con tutta la circospezione del caso, scrisse su Twitter che è molto pericoloso far partire una campagna vaccinale in piena pandemia: o si immunizza immediatamente il 100 per cento della popolazione, oppure il virus ha la possibilità di trovare le contromisure, di mutare e quindi di rafforzarsi. La stessa tesi di Burioni è stata sostenuta anche da Luc Montagnier, lo scopritore del virus dell’Hiv che nel 2008 è stato insignito del premio Nobel per la medicina. Un vero luminare della «scienza», appunto, che però, avendo espresso molte critiche a questo vaccino, è stato insultato, oltraggiato e trattato come un rincoglionito.

Leggi anche: «L’agenda la detta il virus»: così politici e media stanno silenziando il dibattito sul Covid

Ma quindi anche Montagnier è un «no-vax»? Difficile crederlo: «Non sono contro i vaccini, alla cui ricerca ho dedicato gran parte della mia vita», ha dichiarato il medico a Fuori dal coro su Rete4. «Li ritengo molto importanti nella cura delle malattie trasmissibili e delle epidemie, ma sono contrario a prodotti non sicuri i cui effetti sono ancora del tutto sconosciuti. Un vaccino può considerarsi sicuro solo dopo un tempo di sperimentazione molto più lungo». In attesa di un vaccino più sicuro, che cosa propone Montagnier per affrontare la pandemia? «Questa malattia si cura, e si guarisce, mentre quello che cercano di innescare nella mente della gente è che sia una malattia incurabile. Abbiamo i mezzi e le cure per affrontarla. Non è solo il mio pensiero, ma anche quello di altri numerosissimi specialisti cui non viene data voce», ha puntualizzato il premio Nobel. «Chiunque, se curato bene dall’inizio, può guarire. Le persone infettate dalla variante Delta possono guarire. Esistono inibitori specifici». Ma tocca alle case farmaceutiche «impegnarsi anche nella ricerca di questi inibitori, e non solo sui vaccini».

Viltà di Stato

Del resto, la domanda sorge spontanea: se il vaccino è così sicuro ed è l’unico strumento che abbiamo, perché il governo non introduce l’obbligo vaccinale? Se ricorrono a un sotterfugio come il green pass, è evidente che Draghi e compagnia vaccinante non hanno l’intenzione di assumersi alcuna responsabilità in caso di reazioni avverse, o addirittura di decessi. E proprio alle reazioni avverse, peraltro, la…



La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Non può essere un novax una persona che sceglie di non iniettarsi un siero al momento non obbligatorio. Essendo che questa follia del GP in stile ricatto mafioso è stata scelta dai convinti sostenitori del governo tecnico è chiaro che siamo alla stessa storia di quando uno studente o un professore prova a confutare le cazzate che la vulgata sinistra propina su certi fatti storici. Vengono subito additati come negazionisti.

  2. Infatti l’etichetta corretta sarebbe #NoPandebufale
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2021/09/20/improbabile/

    create meglio che in passato, l’esperienza insegna, per evitare di pestarla nuovamente
    http://www.nuovainfluenza.salute.gov.it/nuovainfluenza/nuovaInfluenza.jsp

    per regalare milioni di tasse degli italiani a multinazionali straniere senza nessun motivo come nel 2009
    https://napoli.repubblica.it/dettaglio/influenza-a-un-milione-di-vaccini-inutili/1830749

    anziché usarli, come dovrebbe essere, per dare servizi a chi quelle tasse le paga.

Commenta