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Roma, 20 feb – La partenza dei lavori del neonato governo ha già stentato a dare segni di discontinuità rispetto all’esecutivo precedente. In specie per quanto riguarda il tema delle riaperture. Coloro che si erano illusi che con l’arrivo di Mario Draghi vi fosse fine a chiusure e privazioni di libertà personali rimarranno delusi. Esempio lampante della volontà di non cambiare l’approccio della pandemia è stata la conferma del ministro Speranza, uno dei volti più inetti della nostra scena politica.



Nuovo governo, vecchi vizi

E’ opportuno esaminare le scelte dannose per l’economia, i lavoratori ed i cittadini che il governo, dopo solo pochi giorni da inizio mandato, ha già deciso di operare. A poche ore dalle riaperture previste è stata infatti prorogata la chiusura degli impianti sciistici, sacrificando le possibilità di ripresa per il settore. Con annesso, da parte di numerosi commentatori di maliziosa ironia sull’impossibilità dei tanto vituperati italiani benestanti di poter concedersi la settimana bianca.

Infatti, tali superficiali considerazioni ignorano completamente le difficoltà dei circa 400mila operatori del comparto. Lavorando esclusivamente nei mesi invernali, erano già in notevole difficoltà derivante anche dall’assenza di risarcimenti adeguati. Inoltre, la totale confusione comunicativa del governo non dona chiarezza neanche sui sacrifici imposti agli imprenditori: per condurre un’attività lavorativa si necessita di tempistica certa anche per poter approvvigionarsi il materiale necessario. Chi si era predisposto alle riaperture, acquistando alimenti e misure di precauzione sanitaria da utilizzare per dipendenti e clienti, ha compiuto incolpevolmente una spesa inutile.

Riaperture? Ma se c’è chi spinge per nuovi lockdown…

A peggiorare le condizioni di vita dei cittadini italiani si è aggiunto il ritorno del dibattito sul lockdown generale. Le dichiarazioni di Walter Ricciardi lasciano intravedere la possibilità di ricorrere ad una nuova quarantena nelle prossime settimane. Inoltre, la soglia dell’indice Rt di contagio da non superare per le regioni è stata volutamente ridotta, comportando una più facile possibilità di cambio di colore e relative chiusure. Eppure, oltre all’indubbia incapacità di numerosi esponenti dei governi nostrani, è da segnalare il fallimento della linea comune Ue. Alla disastrosa campagna di vaccinazione si è così aggiunto l’approccio rigoroso verso l’emergenza sanitaria. Infatti, la nuova comica iniziativa europea è stata quella di istituire la “zona rosso scuro”, idea che comporterà ulteriori fallimenti di attività produttive.

Il buonsenso imporrebbe di prendere ad esempio nazioni come la Svezia che hanno sempre scelto metodi d’approccio all’emergenza totalmente differenti dai nostri. Evitando lockdown inutili se non dannosi, ponendo come perno le libertà individuali inviolabili per Costituzione e salvando il tessuto economico della nazione quanto più possibile. La rinnovata compagine governativa non pare avere alcuna intenzione simile a riguardo delle riaperture. Ne sono dimostrazione il fondamento sull’unità del percorso europeo con le altre nazioni e l’interesse a ristorare esclusivamente le attività in grado di proseguire il proprio lavoro.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. Cit: “Coloro che si erano illusi che con l’arrivo di Mario Draghi vi fosse fine a chiusure e privazioni di libertà personali rimarranno delusi.”
    Infatti, lo avevo detto tempo fa. Si doveva fare qualcosa per fare accettare, il governo Draghi alla gente. No? Cosa di meglio che illudere la gente che sarebbe cambiato tutto(in trasmissioni a volte di entrambe le parti politiche) anche se poi non è cambiato niente?
    Ecco svelato il trucco. Il tempo mi da ragione, purtroppo, su quello che avevo detto.

    Aggiungerei che anche Israele.. il “grande” esempio usato continuamente.. nonostante l’altissimo numero di vaccini.. non mi pare se la sia passata bene, dal punto di vista della libertà personale. Anzi.. ha avuto ben 3 lockdown totali! Sono recenti le notizie di allentamento di alcune misure che comunque mi pare che siano rimaste molto rigide!

    Questo per dire che, secondo il mio modestissimo e personale parere, è tutta la narrazione su questa storia del Covid, che non è stata sincera dall’inizio.

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