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Roma, 9 set – Questioni sensibili come vaccino e green pass non hanno spaccato solo il mondo della destra, ma anche quello della sinistra. A farne le spese è stato soprattutto Alessandro Barbero, che è stato addirittura definito «no-vax» dai «compagni traditi». Al noto medievista, che ha dichiarato di andar fiero della sua tessera del Pci firmata da Berlinguer, si devono però aggiungere sia Massimo Cacciari – che non cessa di sparare ad alzo zero contro il certificato verde – sia Giorgio Agamben, una vera star della filosofia sinistrorsa. Adesso la polemica viene rinfocolata da un altro intellettuale di solida fede globalista, il matematico Piergiorgio Odifreddi, che ha derubricato i suoi compagni a «fiancheggiatori dei no-vax».   



L’attacco ai colleghi accademici

In un suo commento pubblicato oggi sulla Stampa, infatti, Odifreddi è stato durissimo contro i suoi 300 colleghi che hanno firmato un appello contro il green pass: «Ci mancavano soltanto i docenti universitari, a dar man forte al popolo dei no-vax», esordisce stizzito il matematico. Che poi spiega: «Sembra che a questi ultimi, vaccinati ma non greenpassati, dia fastidio non l’iniezione, ma il pezzo di carta che la certifica. Lo storico Alessandro Barbero, addirittura, ha dichiarato che non sarebbe contrario all’obbligo vaccinale: lo è solo al Green Pass, con una logica troppo sottile perché un logico professionista possa comprenderla».

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Odifreddi e i fiancheggiatori dei no-vax

In sostanza, il luminare Odifreddi accusa i suoi colleghi di prendere posizioni troppo articolate, che non possono essere comprese dai beceri no-vax (e dai comuni mortali): «Chi non capisce queste distinzioni elementari, ha facile gioco a sventolare oggi il documento di alcuni professori universitari (circa 300 su 60.000), così come ieri sventolava l’articolo di Agamben e Cacciari, senza nemmeno capire le sottili argomentazioni che gli accademici sono abituati a fare (non a caso chiamate appunto “accademiche”), ma potendoli ora portare a testimoni sui social media delle proprie idiosincrasie. In tal modo, questi professori diventano oggettivi fiancheggiatori di quelle masse becere alle quali interessano soltanto le conclusioni, e non i ragionamenti (a volte paradossali, come quello di Barbero) che dovrebbero servire a giustificarli».

Vietato dissentire

Nella sua tirata contro i no-vax e i colleghi contrari al green pass, Odifreddi se la prende pure con gli organi d’informazione: «Personalmente, ritengo che anche i media abbiano una parte di colpa, perché finiscono per soffiare sul fuoco, quando offrono visibilità a posizioni nettamente minoritarie». Ma che bello: la sinistra non fa altro che parlare dei «diritti delle minoranze» e del «dovere del dissenso», e ora si straccia le vesti perché alcuni accademici rivendicano la facoltà di dire quel che pensano. Un vero delitto di lesa maestà sanitaria.

Elena Sempione

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1 commento

  1. Il matematico marxista leninista pensa ancora che l’univerisità ci siano i Collettivi per il comunismo proletario!

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