Roma, 7 apr – “Pace o condizionatore acceso? Mi pare un’alternativa piuttosto discutibile, prima di tutto spero che non venga proposto un referendum su questo quesito di questo genere, ho il timore che gli italiani sceglierebbero il condizionatore. E non solo in Italia”. Così Lucio Caracciolo, direttore di Limes, durante la puntata di ieri sera di Otto e mezzo, programma condotto da Lilli Gruber su La7, commenta la sparata del premier Mario Draghi. Per poi spiegare: “Non credo che ci sia un’alternativa pace-gas o pace-sanzioni. Le sanzioni non hanno mai funzionato, non ricordo un conflitto di rilievo interrotto grazie alle sanzioni. Immaginiamo che possa funzionare e allora dico niente condizionatori e rinunciamo al riscaldamento per un certo periodo. Ma non riesco a capire perché le sanzioni dovrebbero far cambiare idea ai russi”.

Pace o condizionatore? Breve lezioni di Caracciolo a Draghi e Gruber

D’altronde basterebbe conoscere un minimo di storia e al contempo osservare gli attuali scenari globali per comprendere quanto abbia ragione Caracciolo. Posto che l’uscita di Draghi è di per sé del tutto infelice e colma di sprezzante arroganza, le sanzioni occidentali non hanno mai portato alla caduta del “tiranno nemico” che si voleva colpire, tantomeno a far cambiare sistema politico e agenda ai governi delle nazioni bersagliate.

“Quale legame tra sanzioni e fine della guerra?”

La stessa Lilli Gruber dovrebbe saperlo bene, eppure replica un po’ stizzita a Caracciolo, le cui parole – peraltro – di solito vengono accolte in religioso silenzio. “Beh verrebbero danneggiati così tanto da non avere più la forza necessaria sul campo e sul fronte militare e poi perché in generale la popolazione russa inizierà a soffrire dei problemi, dice la Gruber.

A quel punto Caracciolo, senza scomporsi, ribadisce: “Ripeto, non ci sono seri precedenti storici a mia conoscenza di qualcosa del genere”. Oltretutto, fa notare l’esperto di geopolitica i russi hanno dimostrato di saper rinunciare a moltissimo pur di non perdere una guerra. Certamente Vladimir Putin questa guerra non la vuole perdere e non la può perdere. Non credo che ci sia qualche forma di legame diretto tra le sanzioni e la fine della guerra. Mi piacerebbe molto che fosse così, ma non lo vedo”.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. caracciolo ha ragione:
    le sanzioni sono inutili…
    si doveva usare la diplomazia PRIMA di portare la russia allo scontro.
    ma i nostri esimi governanti e i nostri solerti giornalisti (di cui la gruber è un esemplare rappresentativo)
    erano troppo impegnati a discutere di LGBT+QNPZ ,di curvature delle banane e di vellicare l’ano agli usa:
    NON avevano il tempo,
    di occuparsi di cose serie come disinnescare guerre ed evitare che si versasse sangue della gente comune….
    d’altronde,che vuoi che gli freghi?
    tanto crepano gli altri.


    e adesso che grazie alla loro totale inutilità…
    – anzi,grazie alla loro fattiva colpevolezza nel fomentare questa guerra –
    si è cominciato a sparare sul territorio europeo,
    sappiamo CHI possiamo ringraziare.

  2. ..la Russia é un Stato autarchico perché possiede minerali, fabbriche, agricoltura..praticamente, se ben gestita, in modo teutonico, puó fare a meno della ue ue, senza contare che puó contare su 2/3 del mondo che non gli sono ostili…la ue ue non ha neanche l’aria che respira…

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