Il sale è un alimento essenziale per la nutrizione ma va anche dosato nel modo giusto. Soprattutto perché ne conosciamo gli effetti negativi sul fisico. Del sale integrale in particolare, non molti hanno contezza. Soprattutto non molti ne conoscono i pregi, che ad una prima occhiata possono sembrare lievi ma, andando più a fondo, si rivelano essenziali per aiutare il nostro fisico ad avere una crescita maggiormente bilanciata, ma anche ad essere correttamente idratato. Ecco perché è necessario approfondire un argomento spesso poco considerato ma utile per molti aspetti, anzitutto per il nostro benessere. Vediamo di cosa stratta.

Basta un po’ di sale integrale

Il vantaggio maggiore del sale integrale rispetto a quello tradizionale sta nel fatto che ne basta una quantità minima per condire in maniera soddisfacente un qualsivoglia alimento. Questo grazie a un processo estrattivo e di conservazione del tutto peculiare, di cui possiamo trovare un esempio nel sale integrale delle Saline Culcasi, in cui sono evidenziati soprattutto la lavorazione particolare della spezia in sé, oltre che i luoghi da cui viene ricavata. Questo sale viene ricavato dalle riserve WWF nel cuore FAI (Nubia) di Paceco e Trapani, grazie a un processo produttivo della durata di un semestre, che si completa con la raccolta nei mesi di agosto e settembre. Il gusto di questo prodotto artigianale è intenso, così unico da permetterne un utilizzo “dosato” a dovere. Inoltre, favorisce il PH alcalino, aiuta il funzionamento della tiroide e, in generale, ha notevoli proprietà disintossicanti.

Non si tratta di vantaggi di poco conto: come è noto, il sale assunto in quantità eccessive può comportare qualche problema, dalla pressione sanguigna al rischio di ipertensione. È molto noto il suo effetto sulla ritenzione idrica, perché il sodio in eccesso che l’organismo non elimina rimane nei vasi sanguigni, “attirando” acqua e quindi incrementandola.  Oltre ciò, può comportare fastidi di ipertensione oculare e ai reni. Un altro tipo di ipertensione possibile è per le donne in gravidanza. Ma come si dice, la bassa quantità è tutto, spesso è decisiva. E l’utilizzo del sale integrale lo dimostra.

I processi di lavorazione

Molte riserve adatte alla lavorazione di questo tipo di sale si trovano in zone ben note della nostra penisola, come le aree di Trapani e Paceco già citate. Esso si forma, come è noto, con l’evaporazione dell’acqua del mare, e sulla base di essa inizia la produzione. La raccolta di quello integrale avviene in tre fasi: nella prima si frantuma e si separa la crosta di sale con un attrezzo chiamato “Palo”. Poi si raccolgono i cristalli di sale creando dei mucchi. Ed infine si trasportano questi ultimi in apposite carriole. Il mucchio viene conservato e lasciato asciugare naturalmente per circa 9 mesi. Passato il tempo di essiccazione, avviene la macinatura.

Questi processi lavorativi permettono alla spezia di mantenere tutte le sue proprietà (magnesio, potassio, calcio e ovviamente iodio). Il potere salante di questo sale è notevolmente superiore a quello tradizionale, e questo consente di utilizzarne molto meno, con grande beneficio per il contrasto a patologie come acidosi, placche arteriose e ipertensione. Uno di quei casi in cui, come si dice in gergo, è la qualità a prevalere nettamente sulla quantità.

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