Roma, 4 ago – Pd e Azione si accordano, ma gli altri partiti-satellite sbraitano, riportati anche dall’Ansa. Come, peraltro, è nella loro natura.

Pd-Azione, le proteste dei partiti-satellite

Europa Verde, Sinistra Italiana e Impegno Civico alzano il tiro – e probabilmente la richieste – verso il partito madre. I primi due parlano di “una rinegoziazione per un profilo programmatico che parli al popolo del centro sinistra“. Sì, il popolo, da cui la solita ramanzina al Pd, tipica del partito satellite, ad essere “più di sinistra”. Dal canto suo Carlo Calenda fa il duro e dice che “l’agenda Draghi è è il perno di quel patto e tale rimarrà. Fine della questione”. Perché “l’agenda Draghi” è il fulcro dialettico su cui i partiti-satellite, come da tradizione, attaccano il Pd sul tema ricorrente dell’essere “più di sinistra”. A guardare questa bella scenetta, parrebbe quasi che il Nazareno si sia comportato da partito anti-Draghi, in questo anno e mezzo di governo. Insomma, sì, fa un po’ ridere.

Siccome la carriera del leader del partito satellite del Pd può essere ricca di soddisfazioni, Luigi Di Maio è pronto a intraprenderla e si butta nella mischia: “Impegno civico pretende rispetto e parità di trattamento. Altrimenti viene meno il principio fondante di una coalizione”. Impara in fretta, Gigi. E c’è chi cerca di ritrovare un po’ di notorietà, come Nicola Zingaretti, che richiama genericamente all’unione: “È importante fare di tutto affinché tutta la sinistra e gli ambientalisti siano uniti in questo obiettivo. È importante anche da parte nostra dare dei segnali chiari e sono certo che questa è la strada che si seguirà”. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni intanto continuano a parlare. Senza parole, d’altronde, non avrebbero alcun senso politicamente.

Perché il classico “uniti contro le destre” dovrebbe prevalere

Calenda parla su Sky del patto con il Pd: “Letta l’ha firmato. Se Fratoianni non ci si trova chiarisca prima di fare la coalizione. Il mio interlocutore è Enrico Letta”. Dal lato Fratoianni, viene accusato Calenda di “eccessivo protagonismo”. In mezzo, lo stesso Letta che dice di volere l’accordo con Si e Verdi, riportato anche da Adnkronos.  I partiti-satellite, come si diceva nell’introduzione, di solito sbraitano perché è nelle loro caratteristiche. Se non sbraitassero, verrebbe meno la loro stessa essenza di partiti-satellite. Se non fossero in qualche modo gelosi degli altri partiti satellite, non avrebbero spazio mediatico. Detto ciò, poco possono contro la tendenza della sinistra ad essere minoranza elettorale in questo Paese, e a dover ragionare di conseguenza. Poi, per carità, in politica può succedere di tutto e nessuno ha la sfera di cristallo. Mettiamola così: a queste chiacchiere siamo fin troppo abituati. E l’esito, tradizionalmente, è sempre lo stesso. Purtroppo.

Stelio Fergola

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