Roma, 24 lug – Fino a poco fa era un “Pd a 5 Stelle”. Adesso è una “guerra”. Virgolette non casuali, simulata probabilmente, perché di concreto – tanto per cambiare – si intravede poco. Dalla caduta dell’esecutivo di Mario Draghi (caduta avvenuta praticamente in maggioranza, almeno alle prime dimissioni, ma di questo magari si parlerà in altra sede), Enrico Letta e Giuseppe Conte non fanno che beccarsi di continuo.

Pd contro 5 Stelle, Letta contro Conte

Già all’indomani delle dimissioni del premier, Letta aveva quasi fatto l’offeso con Conte, come la peggiore delle fidanzate tradite. Ora è Conte a rispondere a Letta, come riporta anche l’Ansa, in questo modo: “L’Italia è stata tradita quando in Aula il premier e il centrodestra, anziché cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal M5s, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte”. Tutti a sdoganare la parola “tradimento”, forse per darsi un tono di fedeltà mai nemmeno immaginato. Ovviamente ri-replica del Nazareno, che parla di “frattura insanabile”. E vabbè.

Beccate reciproche, ma inutili

In politica tutto può accadere ed esistono le solite variabili (ad esempio che il Pd da solo magari possa raccogliere più voti del Pd alleato con il M5S). Su questo non ci piove. Ma il M5S conta ancora qualcosina, nella fattispecie il 10% circa, secondo gli ultimi sondaggi. I due litiganti, al momento, sembrano in una fase di scontro più che altro per cercare di fare presa sui rispettivi elettorati: quello piddino tradizionalmente ostile all’immaginario “non politico” del Movimento, quello grillino tradizionalmente indispettito dal Pd ancora considerato il “partito del potere” forse anche dagli elettori pentastellati più irriducibili.

Tattiche da poveracci, nel caso. Da mendicanti del voto. Ma l’impressione è davvero quella. Come un’altra impressione – un po’ più solida – è che non possano fare a meno l’uno dell’altro alle prossime elezioni. Poi, per carità, al Nazareno sono abituati a governare anche senza vincerle, le elezioni. Ma perfino loro, se per puro caso e scherzo del destino disponessero “addirittura” di una maggioranza, sarebbero un po’ più soddisfatti.

Stelio Fergola

 

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4 Commenti

  1. Io spero che vadano al cimitero ,ci hanno ridotto sul lastrico meno male che draghi se ne andato affanculo ci ha rovinati

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