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Roma, 26 set – Abbiamo assistito nel corso degli anni alla creazione di una nuova alleanza situata al centro del panorama politico nazionale, composta dalla triade Italia Viva, +Europa ed Azione. Formazioni compatibili per programmi e visioni della società, principalmente incentrate sulla vicinanza alle idee dell’Unione Europea ed all’ambientalismo ideologizzato. Tuttavia, è usuale ascoltare le dichiarazioni di esponenti delle tre forze che presentano il proprio programma come vicino alle posizioni del “riformismo”.



I partiti centristi che si rifanno al riformismo

Definizione ampia e storica, il riformismo affonda le proprie radici nella Prima Repubblica e si presenta alternativa allo status quo che dal dopoguerra ha contraddistinto il nostro scenario istituzionale. Appare utile analizzare le principali proposte del trittico centrista in questione, al fine di comprendere se tale definizione possa essere con esse realmente compatibile.

In primis, sono da osservare le considerazioni in merito all’Ue, che raccontano una vicinanza alle linee rigorose dell’austerità e del vincolo esterno che Bruxelles esercita. Inoltre, anche le proposte in materia di ambientalismo non presentano quasi nessuna differenza dalle ambizioni mainstream, distanti dalle logiche imprenditoriali e dalla difesa del lavoro. Pertanto, queste appaiono le prime tematiche principali in cui una forza politica riformista dovrebbe richiedere maggiori modifiche ed incentrare delle lotte.

Argomento su cui appaiono condivisibili le ragioni espresse dalla coalizione è quello della giustizia. In tale ambito ognuno dei tre partiti non stenta a definirsi garantista ed a proporre una riforma degna di questo nome. Iniziative meritevoli ed apprezzabili, che però subiscono perdita di valore se presentate da chi ha votato in Parlamento per consentire il processo a Matteo Salvini. Scelta che resterà negli annali come macchia della Repubblica Italiana e che segnerà un precedente piuttosto negativo per la nostra democrazia.

Ecco perché Italia viva, Azione e +Europa non sono veramente riformisti

Anche in ragione di ciò, la valutazione complessiva sull’effettivo riformismo di Italia Viva, Azione e +Europa non è ad oggi positiva. Pesa la mancanza di reali proposte di cambiamento e stravolgimento istituzionale, che possano apportare dei benefici nel tessuto popolare. Assenze che, se non colmate nel prossimo futuro, renderanno la coalizione sempre più debole e priva di forza politica. Anche in virtù del taglio dei parlamentari che ha reso esiguo lo spazio per ogni forza di centro, con il momento di scegliere in quale dei due schieramenti maggioritari confluire che appare sempre più vicino.

Tommaso Alessandro De Filippo



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