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Roma, 10 apr – Antichi ricordi. La sinistra gruppettara che sfilava a braccetto con le frange estremiste dei no global, come fece Prodi durante il G8 a Genova. Quando, dopo la caduta del suo governo, affiancò i facinorosi durante le manifestazioni contro il l’esecutivo Berlusconi. Tutti ricordiamo quei giorni incandescenti e violenti.



Oppure la sinistra sempre al fianco dei clandestini che sbarcano e militarizzano le nostre città tramite una capillare organizzazione della criminalità importata. Basterebbe vedere uno dei tanti servizi di Vittorio Brumotti. Ma si sa, Mediaset loro non la guardano. Oppure la sinistra che si coccola tutti i centri sociali occupati. Ovviamente non per dare un tetto a qualche italiano, ma per sfamare un sessantottino che di padre in figlio si tramanda come una malattia. Oppure pensiamo a Michela Murgia, esibitasi in una grottesca delegittimazione della divisa indossata dal Generale Figliuolo perché esprimerebbe la violenza dei dittatori. Farneticazioni.

La sinistra altruista ma mai con gli italiani

Questo altruismo della sinistra si accende ad intermittenza solo quando in presunta difficoltà versano le supposte minoranze. Quelle che i liberal hanno trasformato nel nuovo proletariato da difendere. Difatti i nostri sinistri hanno arricciato il naso quando l’altro giorno sono scesi in piazza a Roma a manifestare i ristoratori messi in ginocchio da oltre un anno di restrizioni sovietiche. Nessuno dei nostri radical chic ha mosso un dito, ha speso una parola di vicinanza verso un intero popolo vessato dal governo che contestualmente gli continua però a chiedere tasse ed enormi sacrifici.

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Quella piazza non era alla loro altezza. Quelle persone non appartenevano al loro censo. Quelle camicie puzzavano di sudore tanto da rendere chi le indossava indigeribile al nostro popolo arcobaleno che furoreggia nei talk televisivi e si spertica nell’elogio delle chiusure del ministro Speranza che somigliano tanto ai piani quinquennali sovietici: oggi chiudo, tra un mese riapro e per la magia marxista tutto sarà al suo posto e nessuno si sarà fatto male. Anzi, il popolino ne avrà goduto perché gli avrò garantito il diritto alla salute.

La “superiorità morale” dei progressisti 

Ormai la sinistra è arroccata sulla sua torre d’avorio e sul suo supposto senso di superiorità morale, dal quale emette sentenze ed etichetta la vita reale delle persone reali troppo semplice per potervisi impegnare. Praticamente i soliti soloni si sono limitati a ghignare quando è comparso tra i manifestanti quel tipo vestito come lo sciamano di Capitol Hill. Per loro è stata la prova provante che quel popolo era formato da un branco di buzzurri meritevoli di pernacchie.

Quel disagio a Portofino mentre l’Italia muore di fame

Repubblica ha intervistato giorni or sono Antonella Camerana, una signora che si lamentava di quanto si sentisse sola nella sua casa a Portofino. Essì, davvero un dramma questa pandemia: le sciure obbligate nelle ville al mare mentre erano abituate e svolazzare un metro da terra tra boutique e aperitivi di gran classe. “Speriamo che questa situazione di emergenza passi al più presto” ha dichiarato la signora Camerana. Altrimenti come farà a sopravvivere un’altra settimana nella solitudine di Portofino? Potrebbe e potrebbero recarsi tra quelli che, ormai alla canna del gas, rivendicano il proprio diritto di esser liberi. Respirerebbero un’aria nuova e si troverebbero magicamente in ottima compagnia.

Lorenzo Zuppini

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