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Roma, 16 nov – Il congresso digitale del M5S che teoricamente ha come obiettivo quello di riorganizzare i pentastellati ha visto una “grande assente”, ovvero il sindaco di Roma Virginia Raggi. La candidatura bis della Raggi per le elezioni comunali 2021 non convince in primis il suo partito, e di fatti di lei non si è parlato.

Raggi, pochi appoggi tra i grillini

Fra i 30 super delegati votati su Rousseau per intervenire all’assemblea digitale di domenica di romano c’era solo il consigliere Paolo Ferrara. Ferrara ha lodato la Raggi, ovviamente. A quanto emerge, l’unico altro  grillino ad avere elogi per la Raggi  è stato il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni: “È stata Virginia Raggi a buttare giù con la ruspa le casa dei Casamonica non quel fenomeno con la felpa (Matteo Salvini, n.d.r.). Virginia Raggi va difesa. Ora più che mai dobbiamo fare quadrato intorno a lei“. Peccato che questo endorsement non abbia smosso nessuno dei pesci grossi del M5S, come ad esempio Luigi Di Maio, o Vito Crimi o magari Alessandro Di Battista. Quest’ultimo solitamente sostiene la Raggi.

Di Maio vuole la coalizione

Di Maio sembra essere sempre lo ha già detto, per lui il modello da seguire è quello dell’alleanza su larga scala (quindi anche per i sindaci) con il Partito Democratico: “Anche a Roma abbiamo il dovere di costruire una coalizione”. E la Raggi non a caso ha replicato dicendo: “Gli inciuci non interessano ai cittadini”. In breve, nel Movimento Cinque Stelle non sembrano esattamente attendere come una manna dal cielo la candidatura della Raggi, che ha dato ad intendere di non voler lasciare la “tavola apparecchiata” a nessuno, andando dritta come un fuso – appoggiandosi, se necessario sulle liste civiche.

Ilaria Paoletti

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