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Firenze, 21 lug – Ferma condanna nei confronti della giunta militare della Birmaniasostegno concreto ai Karen, nonché a tutte le altre popolazioni colpite. E’ quanto stabilito dalla Regione Toscana che ha approvato all’unanimità dal Consiglio l’atto presentato da Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione. Una gran bella notizia, una vittoria per chi da anni si batte al fianco di popoli oppressi eppur mai domi, in un angolo di mondo vergognosamente dimenticato.



Birmania, l’atto approvato dalla Regione Toscana 

Nel documento la giunta regionale toscana si impegna ad attivarsi nei confronti del governo e del parlamento italiano affinché nelle opportune sedi la comunità internazionale continui a mantenere alta la propria attenzione riguardo all’attacco alle libertà democratiche in atto in Myanmar a seguito del colpo di Stato effettuato dai militari. E affinché si possa giungere in tempi brevi al ripristino della legalità e alla liberazione dei prigionieri. Nella mozione del capogruppo di FdI si chiede poi di comunicare al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, la richiesta del consiglio regionale di agire in sede bilaterale e multilaterale per fornire aiuti umanitari consistenti alle popolazioni martoriate dalla guerra e costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.

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Ma non è tutto, perché con l’approvazione di questo atto, la giunta toscana adesso “dovrà inoltre farsi promotrice di iniziative volte a sostenere concretamente i Karen e tutte le altre popolazioni colpite, coinvolgendo interlocutori operanti direttamente sul campo, sia per favorire campagne di solidarietà internazionale, sia per organizzare attività di sensibilizzazione della cittadinanza”. Ricordiamo, come oltretutto più volte documentato su questo giornale, che ci sono due onlus italiane impegnate nella Birmania orientale a sostenere con costanza e dedizione progetti solidali in sostegno della popolazione Karen nella Birmania orientale. Parliamo di Popoli e Sol.Id Onlus, su cui adesso più che mai la Regione Toscana potrà senz’altro fare affidamento.

Il conflitto “più lungo del mondo”

In Birmania si combatte una guerra iniziata nel 1948 e ancora oggi in corso. Un conflitto che è stato definito “il più lungo al mondo”. Il primo febbraio scorso l’esercito ha preso il controllo del Paese destituendo il governo democraticamente eletto e arrestando tutti i principali leader del partito di maggioranza, tra cui la stessa Aung San Suu Kyi. L’esercito ha dichiarato lo stato d’emergenza per un anno, conferendo arbitrariamente il potere a Min Aung Hlaing, capo delle forze armate. Con il golpe si chiude così l’esperienza democratica della Birmania. Difatti nonostante la “Lega per la Democrazia” di Aung San Suu Kyi abbia vinto con l’83% dei voti, l’esercito non ha accettato il risultato, accusandola di frodi elettorali mai provate per assumere il controllo del Paese. Dal giorno dell’arresto di Aung San Suu Kyi sono iniziate molteplici proteste di piazza in molte città del Paese: centinaia di migliaia di persone manifestano, pressoché ignorate dalla comunità internazionale. Ma in Birmania da oltre 70 anni si susseguono ininterrottamente violenze di ogni tipo, compiute dalla giunta militare al potere contro le minoranze etniche presenti sul territorio: i Karen, i Kachin, gli Shan e i Rohingya. Adesso la Regione Toscana, finalmente, fa notare tutto questo. E si impegna ufficialmente a combattere crimini e ingiustizie.

Alessandro Della Guglia

 

 

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