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Roma, 17 dic – Renzi oggi va da Conte a battere cassa sul Recovery fund e sul Mes. In quello che è l’incontro-scontro decisivo per la sopravvivenza del governo giallofucsia. Stavolta il leader di Italia Viva fa sul serio: punta al bersaglio grosso, i miliardi del Recovery fund, che non possono essere gestiti senza di lui. E alza pure la posta: vuole che il premier utilizzi il Mes sanitario, superando il no ideologico del Movimento 5 Stelle. Renzi ha messo tutte le carte in tavola. E lo ha fatto pubblicamente, in una lunga lettera di richieste che ha inviato al premier e pubblicato su Facebook (qui il testo integrale).

La verifica di governo e il round decisivo di oggi

In questi giorni di verifica di governo, in cui Conte ha incontrato le altre forze della maggioranza giallofucsia, tutti gli occhi sono puntati sul round decisivo, quello di oggi. Un vertice slittato più volte, per via degli impegni a Bruxelles della capo delegazione di Iv, il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova. Figura decisiva, dicono i renziani, nel confronto sul Recovery fund. Appuntamento quindi alle 18.

Conte: “Vedremo se ci sono le condizioni per andare avanti”

Il premier dal canto suo mette subito le mani avanti: “Ci incontreremo” con Italia Viva “e vedremo se ci sono le condizioni per andare avanti più forti” ma “sarebbe irresponsabile fermarsi per un mancato chiarimento interno”. E lo ha detto in tv, ad Accordi&Disaccordi sul Nove ospite dal fedelissimo Scanzi. “Italia Viva è un compagno di viaggio, in questo momento – ha detto Conte – sta sollevando problemi e petizioni politiche, domani ci confronteremo. E’ importantissimo ritrovare coesione, condivisione di obiettivi e chiarezza di intenti, sono talmente tante le sfide che ci attendono che è necessaria piena condivisione”, ha aggiunto. “Dobbiamo tutti assumerci delle responsabilità, Italia Viva è una componente essenziale di questo progetto politico. Dobbiamo dirci le cose che non vanno e affrontarle nel merito, non parlarne in tv”, dice Conte… in tv.

Il premier teme per una crisi di governo

Il premier auspica che non si arriverà a una rottura. “Una crisi credo che non farebbe bene non solo al Paese ma a tutto l’elettorato di M5S, del Pd e di Iv, che crede in un percorso comune. Quando si costruisce bisogna avere molta pazienza”, ha fatto presente. Ribadendo poi che “un governo non può andare avanti senza la fiducia di tutte le forze politiche di maggioranza, ciascuna forza politica ha la massima dignità. Se non ci fosse questo sostegno, è inutile sottolineare quali sarebbero le conseguenze“. In tal senso, anche quel rimpasto che nessuno vuole – a partire da Iv che anzi è pronta a mollare le poltrone nell’esecutivo in assenza di un accordo – “può essere oggetto di confronto”, ha ammesso Conte. “Se ci sono richieste dalle forze politiche bisogna ascoltare e comprendere legittime aspirazioni. Da parte mia c’è massima disponibilità a comprendere, dopo di che ci riuniremo, tireremo le fila e vedremo”, è la conclusione.

Renzi: “Con Conte parlerò di cose serie e non di rimpasti”

Renzi, che con la sua lettera di richieste ha già forzato la mano, ha ribadito che oggi con Conte parlerà di “cose serie e non di rimpasti”. “Noi vogliamo dare una mano sui contenuti. Perché in discussione sono le idee, non gli incarichi di governo“, ha assicurato, “noi non concepiamo la politica come occupazione di posti. Non tiriamo a campare, vogliamo cambiare. Non ci basta uno strapuntino, vogliamo la politica“.

Le richieste sul Recovery fund

Nella sua lettera pubblicata “per trasparenza totale”, il leader di Iv mette Conte di fronte a una serie di nodi cruciali, a partire dai soldi Ue del Recovery fund e da come vanno utilizzati. “Quando un Paese può spendere 209 miliardi di euro non si organizzano task force cui dare poteri sostitutivi rispetto al governo. Non si scambia una sessione del Parlamento con una diretta Facebook. Non si chiede al Consiglio dei ministri di approvare un documento condiviso all’ultimo momento. Perché questi duecento miliardi di euro sono l’ultima chance che abbiamo”, scrive Renzi.

Conte deve accontentare Renzi e richiedere il Mes sanitario

L’altro passaggio chiave riguarda il Mes sanitario. “Come è possibile mettere solo nove miliardi sulla sanità?”, obietta l’ex premier “Dopo una pandemia e con risorse eccezionali mettiamo solo nove miliardi in cinque anni? E come possiamo dire NO al Mes che ha meno condizionalità del Recovery Fund? Qual è la ragione del nostro rifiuto? I nostri parlamentari hanno proposto una precisa allocazione dei 36 miliardi del Mes. Come si può dire no agli investimenti sulla sanità, caro Presidente? Se siamo in emergenza e abbiamo il maggior numero di morti in Europa forse dobbiamo investire di più in Sanità, non credi? Questo rifiuto ideologico del Mes mi appare ogni giorno più incomprensibile“, è l’attacco frontale ai 5 Stelle.

I continui attacchi al premier “solo al comando” e ai 5 Stelle

In effetti, sono continui gli attacchi sia al premier, così tentato da quei “pieni poteri” che Renzi – come ripete sempre – non ha voluto dare a Salvini e non darebbe neanche a Conte. Nodo cruciale è l’intelligence, che Conte vorrebbe gestire da solo al comando. Ma anche agli alleati grillini il leader di Iv rifila continua bordate. E nel suo programma di rilancio dell’occupazione, Renzi scrive testualmente: “Perché l’Italia torni a essere davvero una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E non sul reddito di cittadinanza”.

Sarà crisi di governo?

Insomma, le premesse sono tali che lo scontro sarà durissimo. E se alla fine Conte dovesse cedere, si metterebbe contro i 5 Stelle. Insomma, Renzi, pur alla guida della più piccola forza di maggioranza, è l’ago della bilancia. Una sua vittoria, in tal senso, sarebbe clamorosa. Ecco perché in tanti pensano già al dopo-Conte. A che cosa succederà una volta caduto il governo.

Adolfo Spezzaferro

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