Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 17 dic – Poche volte nella storia recente d’Italia ci era capitato di assistere ad un giornale così sfacciatamente filogovernativo come Il Fatto Quotidiano. In confronto il Tg4 di Emilio Fede ai tempi di Berlusconi era una roba da ribelli. A catturare la nostra attenzione è questo pezzo vergato da Marco Venturini, consulente di comunicazione politica “ospitato” con il suo blog sulla versione online del Fatto diretta da Peter Gomez. Vaccino Covid, lo spot punta su alcune leve persuasive. Per questo funziona è il titolo dell’articolo. Venturini incensa non solo la campagna comunicativa del governo basata sul simbolo della primula, ma anche questo video promo (che tra l’altro è un banale plagio, ma di questo parleremo altrove).



Vaccino, primula e discriminazione

Venturini è più realista del re e propone di “far indossare questo fiore a chi aderirà alla campagna, ovvero a chi farà il vaccino”. Questo secondo il nostro spin doctor “farà scattare due leve persuasive. La prima è la riprova sociale: vedendo che altri hanno aderito alla campagna, siamo più stimolati a fare lo stesso. La seconda è il passaparola: chi vede il tuo nastro (per esempio di colore rosa) potrebbe chiederti, per curiosità, cosa rappresenta”. Insomma indossando la primula si stimolerebbe la curiosità per la vaccinazione e al tempo stesso le persone sarebbero spinte a conformarsi agli altri.

Fin qui niente di strano, ma Venturini va oltre e dice chiaramente: “Indossare una primula, nel caso del vaccino, farebbe scattare anche una terza leva più sottile e allo stesso tempo più efficace nell’obiettivo di convincere molti a vaccinarsi. Se in un luogo pubblico quasi tutti indosseranno la primula – dichiarando così di essersi vaccinati – quelli che non la indosseranno saranno visti meno di buon occhio e verranno isolati. Questo imbarazzo potrebbe spingere molti indecisi a scegliere di vaccinarsi”. Sostanzialmente questo esperto di comunicazione sostiene sul Fatto Quotidiano l’idea di promuovere l’esclusione sociale per alcuni cittadini che, subendo una discriminazione e sentendosi additati dagli altri, verrebbero così spinti a vaccinarsi.

Una stella gialla al contrario

Una sorta di “stella gialla al contrario”, dove la discriminazione in questo caso viene effettuata grazie all’assenza del segno distintivo. Se non ce l’hai sei “giustamente” escluso. Un approccio fintamente bonario e sostanzialmente discriminatorio, in linea con quanto espresso da molti progressisti in questi giorni rispetto all’obbligo vaccinale. “Il vaccino non è obbligatorio ma se non lo fai non ti curiamo, non puoi viaggiare, non puoi andare al cinema, se sali sull’autobus gli altri sono autorizzati a darti dei calci negli stinchi etc”. Alla roba dell’autobus ancora non ci si è arrivati, ma il succo del discorso è quello. Avanti primule fucsia della rivoluzione vaccinale.

Davide Di Stefano 

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. a me invece ricorda tanto i nazisti che marchiavano il povero popolo ebreo, brutta storia per la new generation, da preoccuparsi seriamente.

  2. IL FATTO si stà comportando come L’ Informazione del regime Nazista fece, x Discriminare gli Ebrei con….La Stella di DAVID, cucita sugli abiti —–

  3. Altro asilo mariuccia! Solo gli illusi non pensano che ci sia gente che gira una mancia per risultare vaccinato… La Primula Gialla è già in fuga. Comunque a NA ne faranno una copia fedele, come ricordo.

  4. Onestamente i mascherati all’aperto mi fanno quasi pena in quanto sono già gettizzati di loro, la primula aggiungerà solo il marchio del padrone del bestiame come messaggio esteriore per gli altri. Quello che gi preme invece davvero è iniettare quel preparato nel corpo di più soggetti possibile. La maggiorparte di essi hanno uno sguardo basso e si nascondono pure dietro la museruola. Dopo il vaccino diverranno zombi pure a livello biologico mi sa.

Commenta