Roma, 10 mar – Rocco Casalino si è esibito in uno spaventoso siparietto televisivo durante il quale ha discettato di certi cancri presenti nel Pd meritevoli d’essere estirpati. La conduttrice, Serena Bortone, lo ha avvertirlo che i malati oncologici potrebbero prendersela per le sue parole. Indubbio. Ma il punto totalmente ignorato dai presenti, e che probabilmente è sfuggito alla brillante mente dell’ex concorrente del Grande Fratello, è che definire “cancri da estirpare” dei non meglio precisati membri del Partito Democratico potrebbe creare qualche difficoltà alla già complicata alleanza organica che Pd e grillini stanno tentando di organizzare. E, posto che Matteo Renzi, certamente non tra i migliori amici di Casalino, non è più parte dei dem da ormai più di un anno, è evidente che l’invettiva si riferisse agli attuali componenti del Pd.



L’amaro boccone di Rocco Casalino 

Sarà pure che noi siamo certamente meno dotati (intellettualmente) di Roccobello Casalino, ma ci pare che l’ex portavoce abbia come si suol dire pisciato fuori dal vaso. Il partito gli tirerà le orecchie? Chissà, fatto sta che il problema non è la sua intemerata televisiva ma il rilievo del ruolo che ha ricoperto durante la più grave crisi che l’Italia abbia affrontato dal dopoguerra. Casalino rappresenta un boccone amaro che questo Paese si è preparato e si è autoimposto di mangiare e che oggi, e per i prossimi anni, dovrà tentare di digerire limitando al minimo i danni. Rappresenta tutto ciò una cartina di tornasole per il Pd, perché vedrete come i dem tenteranno di insabbiare e dimenticare la performance di Casalino. Il loro partito non è alla frutta, è decisamente ormai sparito da qualsiasi radar politico che non si limiti a sondare la presenza di grumi di potere che vivono e resistono col sol fine di aumentare il proprio potere. L’alleanza organica coi grillini, che i piddini definiscono strategica per lasciare intendere che esista una strategia dietro questo macello, è forse l’ultimo atto di una commedia giunta ormai ai titoli di coda.

Rocco Casalino mette a nudo la sua mediocrità

La base culturale, valoriale e ideologica del Partito Democratico si è liquefatta assieme ai sogni di grandezza del vecchio comunismo, che comunque aveva il merito di esprimere una qualche forma di idea sulla società e sulla vita. Il Pd di oggi si è trasformato in un parcheggio di diseredati che vagabondano per l’Italia facendosi chiamare sardine, una sorta di movimentismo del sacco a pelo, dei capelli arruffati, dei cerchietti in testa e del niente programmatico elevato a programma politico. Tutti sembrano però sgomitare per posti e potere. Casalino ha messo a nudo il re, o la regina, quella delle brioche al popolo che ha fame. Casalino ha messo a nudo la volgarità e la mediocrità sua e del partito che rappresenta e per la quale meriterebbe di esser tenuto lontano come si farebbe con un soggetto indesiderato.

Ma il Pd è pronto alle nozze col M5S

Il Pd, invece, ci andrà a nozze perché ha perso dignità e spessore. È accaduto tutto ciò perché dal ’94 ad oggi, senza escludere alcun dirigente delle passate versioni del partito, la stella polare è sempre e solo stata la delegittimazione faziosa dell’avversario e l’oltranzismo ideologico incapace di rispettare le regole del gioco. Dopo un quarto di secolo passato a flagellare chiunque modificasse l’assetto di potere italiano, ovviamente orientato in tutto e per tutto dalla sinistra verso sé stessa, è giunto oggi per loro il momento di domandarsi per chi e per cosa abbia senso esistere. Il suicido politico assistito glielo ha servito Rocco Casalino.

Lorenzo Zuppini

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