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Torino, 10 mar – Ancora truffe legate all’importazione e al commercio di mascherine ffp2 non a norma. Ad aggravare il fatto è stato l’ambito di utilizzo dei dispositivi di protezione: l’ospedale Città della Salute di Torino, dove alcuni giorni fa il personale ha appreso dai propri coordinatori di reparto che i dpi in dotazione «potevano non filtrare correttamente» e non essere conformi ai requisiti di sicurezza richiesti.

Mascherine Ffp2 non a norma all’ospedale torinese

Lo ha riportato in esclusiva il sito La Gazzetta Torinese. A seguito di verifiche condotte sulle mascherine Ffp2 utilizzate nella struttura, sarebbe stata accertata la loro non idoneità e sarebbero state sospese dall’utilizzo in via cautelativa. La conferma è arrivata stamattina dai laboratori incaricati delle analisi. Saranno ora i Nuclei Antisofisticazione e Sanità, i NAS, a procedere con le analisi di rito e indagare per “falsa certificazione” della fornitura.

Dispositivi non idonei a chi lavora in ospedale

Alla preoccupazione di non poter godere della necessaria protezione sull’ambiente lavorativo si è aggiunta anche la beffa. Al personale ospedaliero è arrivato il paradossale invito ad indossare lo stesso le mascherine Ffp2 non a norma. Solo, si dovrà  sovrapporle a una mascherina chirurgica. «Se non sono idonee, che senso ha aggiungerle alla chirurgica? Tutti preoccupati per gli aumenti dei contagi e danno mascherine non idonee proprio a chi lavora in ospedale?».

Questo il tenore delle – lecite e sacrosante – domande di chi, giustamente preoccupato per la propria salute e quella dei propri cari, in ospedale ci deve lavorare tutti i giorni. Magari proprio a contatto con persone che hanno contratto il Covid. «I controlli» sulle mascherine Ffp2 «andavano fatti prima». Così incalzano i dipendenti sul piede di guerra. «Perché il ritiro non è avvenuto immediatamente?».

Cristina Gauri

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