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Roma, 23 apr – Ogni 25 aprile, puntualmente, riparte il teatrino dell’antifascismo. Sembra che non se ne possa proprio fare a meno. Questo lo sa anche Matteo Salvini, che ha deciso di aprire le danze sfidando le cariatidi partigiane: «Che cosa farò il 25 aprile? Quest’anno c’è il coprifuoco, ci sono le chiusure, starò con in figli, vado con loro al parco giochi, se posso», ha annunciato il segretario della Lega. Che poi rincara la dose: «Ora c’è il coprifuoco, speriamo che tutti rispettino la legge», specifica Salvini con chiaro riferimento all’anno scorso, allorché il 25 aprile la sinistra scese in piazza nonostante si fosse ancora in lockdown.

Anpi e Fiano insorgono

Scontata, a questo punto, la reazione piccata dell’Anpi. Così il suo presidente, Gianfranco Pagliarulo, ha attaccato Salvini: «Gli ricordo che il 25 aprile è festa nazionale per decreto luogotenenziale del 1946, perfezionato dalla legge del 260 del 27 maggio 1949. La ricorrenza sarà celebrata, con le necessarie restrizioni legate alla pandemia, in tutte le città d’Italia dalle istituzioni e dall’Anpi». Anche Emanuele Fiano, però, non ha preso bene le parole del segretario della Lega: «Non vedo nessuna novità. Il 25 aprile è la festa della Liberazione di questo Paese. Si può partecipare o non partecipare, siamo in democrazia. Dopodiché, Salvini ha già dichiarato molte volte che per lui la divaricazione tra fascismo e antifascismo è superata, quindi nessuna sorpresa, ma l’opinione di Salvini non può cambiare la storia. La storia è lì che ci racconta».

La Russa difende Salvini sul 25 aprile

Molto diversamente la pensa Ignazio La Russa, che ha preso le parti di Salvini nella polemica sul 25 aprile: «Rispetto la sua valutazione, non ci trovo niente di trascendentale né di cattivo. Se preferisce stare con i figli, mi pare una cosa saggia». D’altra parte, prosegue La Russa, «non ha mica detto qualcosa contro, ha detto che lui sta a casa e non fa la marcetta con chi magari non c’entra molto con quelli che combatterono. Anch’io non partecipo mai alle manifestazioni del 25 aprile. Anzi, qualche volta le considero pure strumentali dal punto di vista politico».

Vittoria Fiore

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5 Commenti

  1. Semplicemente non esistono più fascismo, comunismo, antifascismo e tutte le altre categorie ideologiche del xx secolo, eccetto quella , vincente, liberaldemocratica, ovviamente.
    Il termine “fascismo” è usato strumentalmente per designare i nemici della cosiddetta “società aperta ” (che secondo Popper andrebbero annientati senza misericordia).
    Intellettuali come Umberto Eco,con l’invenzione dell ‘ Ur fascismo, il fascismo eterno, hanno dato nuove giustificazioni al sistema repressivo tuttora vigente, creando un nemico sempre presente che attraversa i secoli contro i difensori della libertà e della democrazia…Più semplicemente, la guerra in atto oggi non è, naturalmente, tra fascisti e antifascisti, ma tra globalisti e antoglobalisti, ed entrambi gli schieramenti hanno al loro interno gente con storie politiche assai diverse(anche se buona parte della defunta socialdemocrazia europea ha sposato con entusiasmo i desiderata di lobbies finanziarie o di altro genere, specializzandosi nei cosiddetti “diritti civili”).
    Quindi sì, il 25 aprile svuotato del suo significato originario è diventato solo una parata dell’ideologia dominante contro i nuovi presunti fascisti( chi chiede politiche migratorie un po ‘ più serie, chi è contro la legge Zan, etc).

  2. Il 25 aprile è San Marco Evangelista,santo a cui spesso mi rivolgo quando il mio apparato digerente deve sopportare i rigurgiti comunisti. Punto.

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