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Napoli, 23 apr — Indebitato fino al collo e con i creditori alle calcagna, un uomo residente in provincia di Napoli ha pensato bene di lanciare allarmi bomba alle Poste e in banca per evitare di restituire le somme dovute. Finché i carabinieri sono riusciti a risalire a lui e denunciarlo.

Simula allarmi bomba per sfuggire ai creditori

Protagonista dell’incredibile vicenda è un uomo di 45 anni di Varcaturo, località alla periferia di Giuliano in provincia di Napoli. Stando a quanto riferito dalle cronache locali, nelle date del 3 e del 9 aprile l’indebitato aveva effettuato alcune telefonate a due succursali bancarie e a una filiale delle Poste lanciando tre allarmi bomba. Segnalando, cioè la presenza di un ordigno esplosivo all’interno delle strutture sopra menzionate. Le chiamate avevano scatenato un vero e proprio pandemonio, provocando la chiusura delle filiali al pubblico e rendendo necessario l’intervento di polizia, artificieri e unità cinofile.

Tre allarmi lanciati

Grazie a questo stratagemma l’uomo aveva così potuto giustificarsi con i propri debitori: essendo rimaste chiuse le succursali, egli non aveva avuto modo di prelevare l’importo pattuito da restituire. Anche perché, a ben vedere, il nostro 45enne su quei conti non aveva depositato il becco di un quattrino. Con i creditori sempre meno disposti a pazientare, l’indebitato aveva lanciato il terzo dei suoi allarmi bomba in data 22 aprile. Scatta l’ennesima chiamata, stavolta all’ufficio postale di Lago Patria.

La denuncia

Ma l’uomo non aveva fatto i conti con i carabinieri, che dopo aver intercettato la chiamata sono stati in grado di risalire alla sua identità. Una volta perquisito l’appartamento del 45enne, i militari dell’Arma hanno trovato e posto sotto sequestro il cellulare da cui erano state effettuate tutte le chiamate. Una volta interrogato dalle forze dell’ordine, l’uomo è crollato: ha confidato di essere fortemente indebitato e di aver lanciato i vari allarmi bomba per guadagnare tempo nei confronti dei propri debitori. Il 45enne è stato denunciato per procurato allarme.

Cristina Gauri

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