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Roma, 22 apr – E’ stato un discorso accorato, autentico, puntuale, appassionato. Una prova di “vero sovranismo”, quantomeno sul piano della retorica, che ha sorpreso anche il sottoscritto. Sì perché, tolti un paio di passaggi, la ricostruzione delle malefatte governative di Alberto Bagnai in Senato, il j’accuse a Giuseppe Conte di ieri in Senato, è stato indubbiamente ammirabile e fomentante. La domanda allora sorge spontanea, soprattutto dopo l’entusiastica condivisione di Matteo Salvini sui suoi social, che al suo consigliere economico ha lasciato l’onere di intervenire al Senato: qual è la linea, la strategia del segretario leghista? E’ quella dell’ala sovranista di Borghi e Bagnai, o quella moderata di Giorgetti che apre ad un possibile esecutivo guidato da Mario Draghi? 



Vincerà la “Lega moderata”

E’ quella della Lega che vota no al Mes e agli eurobond al Parlamento europeo, dimostrandosi più “radicale” anche di Fratelli d’Italia, o quella di un Matteo Salvini che in questi giorni mantiene i toni bassi – tra appelli a Mattarella e post sugli occhiali da vista –  sicuramente più bassi ora di quanto non faccia in periodi “normali”? Perché è possibile che le parole di fuoco dei Borghi, dei Bagnai, dei Rinaldi restino solo lettera morta quando la possibile crisi di governo si aprirà, con la componente leghista saldamente ancorata a determinati poteri forti che, come spesso è accaduto, tirerà nuovamente il freno. Più probabile in ogni caso il secondo scenario, quello “moderato”, come dimostra l’assenza di una polemica con Berlusconi dopo le aperture dell’ex cav sul Mes. Insomma alla fine lo scenario più probabile è che gli strali di Bagnai e compagnia non avranno alcun riscontro politico concreto, mentre ora sono buoni per scaldare i cuori dell’elettorato di orientamento sovranista.

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Il grande discorso di Bagnai

Resta in ogni caso il fatto che ascoltare certe parole in Parlamento fa sempre un certo effetto e quindi l’invito è ad ascoltare l’intervento integrale del senatore leghista. Dalla richiesta di dimissioni per Conte: “Tutti vedono che chiunque sarebbe meglio di lei, signor primo ministro… Non so se, come alcuni dicono, il virus sia il risultato di un esperimento malriuscito. Lei certamente lo è… E con il massimo rispetto per il lavoratore da cui è sfuggito, mi preme dirlo che per l’igiene quella democrazia che lei così apertamente disprezza, è necessario che lei rassegni le dimissioni”, passando per il giudizio tranchant sulle varie task force governative definite “la terza camera una specie di Chambre des pairs in cui vengono nominati i cavalli di razza del capitalismo italiano, le task force dell’autocrate dauno fanno pensare a Caligola che nominò il suo cavallo in Senato”.

La “scientocrazia del Pd” e la non dignità M5S

Perfetto anche l’attacco al Pd a “vocazione totalitaria”, ormai asservito alla “scientocrazia”, con la pandemia che “ha offerto ad un Pd a vocazione totalitaria di assaltare la Costituzione” e passare dalla “dittatura proletariato alla dittatura dello scienziato, la scientocrazia lato farsesco, con scienziati del Pd, quei guitti che a inizio febbraio parlavano di malattia non contagiosa e mascherine inutili!”. E sul Mes: “Fa orrore questo senso superiorità del governo, con rappresentanti di questa maggioranza che si vantano di aver aggirato il Parlamento e loro stessa maggioranza, ‘il Mes è già stato fatto’ hanno detto. I 5 Stelle non hanno la dignità per trarre le conseguenze, ritirando come abbiamo fatto noi la fiducia ad un premier che non risponde al Parlamento. Il prezzo del tradimento è passato il giovedì santo da 30 denari a 30 miliardi di euro. Non esiste un Mes senza Troika, non si cambiano i trattati con le pacche sulle spalle agli amici europei”.

Davide Di Stefano

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4 Commenti

  1. Vero: il ragazzotto è perennemente indeciso su chi appoggiare entro i nostri confini.
    Ma su una cosa non ha dubbi e si dimostra lestissimo a battere le mani: ad ogni operazione dell’esercito sionista.

  2. Salvini raccoglie e poi disinnesca il dissenso. Punto. Sperare in sovranismo ed uscITA è da polli. Prende evidentemente ordini da fuori Italia.

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