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Roma, 22 apr – Attenzione agli occhi: trasmettono il coronavirus. I ricercatori dell’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani di Roma hanno isolato il virus Sars-CoV-2 nelle lacrime di una paziente. “Il virus è quindi attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus e potenzialmente infettivo nelle lacrime anche quando i campioni respiratori della paziente, a tre settimane dal ricovero, risultavano ormai negativi”. A lanciare l’allarme i ricercatori dello Spallanzani in un ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine.

“Importanti implicazioni per salute pubblica”

Partendo da un tampone oculare prelevato tre giorni dopo il ricovero da una paziente positiva al coronavirus, ricoverata allo Spallanzani alla fine di gennaio e che presentava una congiuntivite bilaterale, i ricercatori dell’istituto di infettivologia sono riusciti ad isolare il virus, dimostrando così che esso, oltre che nell’apparato respiratorio, è in grado di replicarsi anche nelle congiuntive. “Si tratta di una scoperta che ha importanti implicazioni anche sul piano della salute pubblica – evidenziano i ricercatori – tant’è che il risultato è stato comunicato all’Organizzazione mondiale della sanità d’accordo con l’editor della rivista prima della pubblicazione”. La ricerca dello Spallanzani ha inoltre evidenziato “che i tamponi oculari possono essere positivi quando invece i campioni del distretto respiratorio non mostrano più tracce del virus“, precisano gli scienziati. Insomma, gli occhi non sono soltanto una delle porte di ingresso del virus ma anche una fonte di contagio. Saranno necessari ulteriori studi “per verificare fino a quando il virus continua ad essere attivo e potenzialmente infettivo nelle lacrime: va ricordato infatti che l’analisi molecolare – conclude la ricerca – rileva soltanto la presenza del Rna virale nel campione, e soltanto l’isolamento del virus in una coltura cellulare può evidenziare la sua capacità infettante”.

Rezza: “Il virus entra ed esce dagli occhi”

“In qualche modo è stato dimostrato che il virus ‘entra ed esce’ dagli occhi. Anche la stessa congiuntivite”, che era già stata posta sotto l’attenzione dei ricercatori per il suo legame con il nuovo coronavirus, “deriva dal fatto che Sars-Cov-2 può entrare anche dagli occhi. Oggi con questo nuovo tassello che si aggiunge alla conoscenza del virus emerge che si può moltiplicare anche nell’epitelio congiuntivale”. Così Gianni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), commenta all’AdnKronos Salute i risultati della ricerca dello Spallanzani. “E’ molto importante – aggiunge – che si continui a studiare e ad approfondire la conoscenza di questo virus”.

Insomma, mai toccarsi gli occhi, oltre che naso e bocca. Ma bisogna anche stare attenti alle lacrime dei soggetti positivi. E’ questo il consiglio ribadito dagli esperti alla luce dei risultati del nuovo studio.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Non è nessuna novità! Anche gli altri virus si potevano trovare nelle lacrime.Avete mai sentito parlare di congiuntivite virale?’E’ sempre esistita.Sarebbe il caso che si smettesse di fare il gioco dei poteri occulti con articoli allarmistici su un virus la cui mortalità è solo dello 0.3% (20 mila morti si 6 milioni di positivi agli anticorpi stimati) e che ha contribuito ad uno stato di polizia con domiciliari obbligatori e distruzione di molte piccole e medie imprese italiane indipendenti.
    I poteri occulti che creano a costo zero ed in forma privata il denaro con cui depredano gli stati e che ci vogliono microchippare come cani e levarci anche i nostri contanti(gli vogliono tenere loro soli i soldi nostri!) sono gli unici che hanno tutto l’interesse a terrorizzarci.

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