Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 set – Dovevano essere i «partigiani del nuovo millennio». Ma dopo le Regionali in Emilia Romagna, i ripetuti flop di piazza e le varie accuse di autoritarismo rivolte al loro lider maximo, le sardine si sono sfaldate facendo perdere le proprie tracce. L’unica cosa che è rimasta è il protagonismo di Mattia Santori, elevato dal rango di insegnante di frisbee a quello di volto televisivo che piace alla gente-che-piace. Il sommo esperto di gaffe e frasi criptiche – memorabile quella del bambino autistico e del pallone da basket – ha costruito la sua carriera sulla retorica contro l’«odio», ovviamente sempre attribuito a Salvini e alla Meloni e ai sovranisti in genere. Ma che succede se è il leader della Lega a essere oggetto di odio e aggressioni? Assolutamente nulla, secondo Santori.

L’ennesima supercazzola di Santori

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Alcuni giorni fa Salvini è stato aggredito a Pontassieve (Fi) da una congolese, che lo ha maledetto e gli ha strappato camicia e rosario. Le immagini dell’aggressione sono diventate virali, facendo addirittura emergere sospetti su un possibile rito di magia nera africana. La signora, che non è affatto una pazza, non si è peraltro pentita del suo gesto, rivendicando di fatto la sua aggressione. Rivendicando, cioè, il suo odio per Salvini. E che cosa ha da dire Santori su tutto questo? «A far passare Salvini come vittima non mi presto», ha dichiarato il boss delle sardine ai microfoni del Giornale. «Posso assicurarvi – ha proseguito – che a chiunque faccia politica, anche a me che non la faccio sul serio, succede tutti i giorni che qualcuno ti insulti, che ti tiri addosso qualcosa. Fa parte di questo, Salvini lo sa». Ordinaria amministrazione, insomma…

L’aggressione a Salvini

L’odio a targhe alterne

Ma non è finita qui. Non solo l’aggressione a Salvini sarebbe «normale», ma sarebbe pure stata benedetta dallo staff del segretario leghista: «Questo trend di far passare Salvini come vittima – ha detto Santori – che poi conviene… lo staff di Salvini si è sfregato le mani quando ha visto che succedeva questa cosa». Ricapitoliamo: le sardine sono contro l’«odio», ma se una manifestazione di odio e violenza colpisce Salvini, allora va tutto bene, fa parte del gioco della politica. E poi si stupiscono che non se le fila più nessuno.

Vittoria Fiore  

1 commento

  1. Sai piccolo sardino perché nessuno ti picchierà ? Perché pestare la MERDA porterà bene …..
    ma PUZZA !!!!
    …. Pesce in barile …..

Commenta