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Roma, 31 mag – Senza Speranza. Il ministro della Salute non ha intenzione di cambiare atteggiamento e rivendica con orgoglio il suo “rigorismo”. A tal punto da giudicare le mascherine del tutto compatibili con una vita “sostanzialmente regolare e normale”. Leggasi ‘nuova normalità’ secondo l’esponente di un partito quasi irrilevante in termini di consenso elettorale e che nonostante questo guida uno dei dicasteri più importanti del governo italiano. Così Speranza lascia tutti senza speranza rispetto alla possibilità di eliminare a breve le mascherine. “Credo che non dobbiamo avere fretta di abbandonare queste abitudini. Facciamo un passo alla volta. Penso che nei luoghi al chiuso abbiamo davanti un tempo significativo in cui dobbiamo conservarla. Dobbiamo mantenere prudenza e cautela”. Così sentenzia Speranza, ospite ieri sera di Fazio a Che tempo che fa.



Speranza innamorato delle mascherine

Il ministro della Salute non apre però neppure alla possibilità di eliminare a breve questo dispositivo protettivo all’aperto. Perché a suo avviso “la mascherina non è un prezzo enorme, in una fase di transizione possiamo permetterci una cautela in più. Quando i nostri esperti ci diranno che ci sono le condizioni, la toglieremo prima all’aperto e poi al chiuso”. Poi però Speranza rivendica il suo stile: “Io sono sempre stato considerato quello più duro, il rigorista. Dobbiamo mantenere questo atteggiamento di fiducia e prudenza”. Ma soprattutto “le regole fondamentali non stravolgono l’esistenza: mascherina e distanziamento sono compatibili con una vita sostanzialmente regolare e normale. Non dobbiamo dimenticare i giorni difficilissimi che abbiamo passato”.

La nuova normalità a suon di pass vaccinale 

Speranza appare poi particolarmente entusiasta del cosiddetto pass vaccinale europeo. “Il green pass è un’arma importante, uno strumento per favorire la mobilità: sarà sia in formato cartaceo che digitale. In formato cartaceo è già disponibile, si è in condizione già oggi di ricevere un certificato di vaccinazione. E’ utilizzabile anche il certificato cartaceo dopo un tampone negativo”. Secondo il ministro è però “l passaggio al digitale la vera sfida”. Poiché “ci consentirà una vera interoperabilità con i paesi europei. Dobbiamo anche andare oltre: la prossima settimana c’è una riunione a Oxford tra i ministri della Salute dei paesi del G7, la mia proposta è che si vada oltre i limiti europei. Penso a Usa, Canada, Giappone. Lavoreremo affinché il green pass arrivi nel modo più semplice possibile: in cartaceo dove necessario, ma anche sul proprio telefonino. Un codice molto semplice consentirà di avere una migliore mobilità”. Tutto pur di perpetuare una situazione di ipercontrollo.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. ….e con un delirio come questo, le distanze con un futuro dispotico si stanno ulteriormente accorciando: sta arrivando “1984” anche se l’ impressione che se ne coglie è che (quasi) nessuno se ne stia accorgendo….troppo persi tra social, perbenismo benpensante, auto-celebrazione ed auto-compiacimento del pensiero unico e “coatta e doverosa militanza antifascista 24h”? Siamo messi bene.

  2. Tempi talmente “difficilissimi” che ha avuto il tempo di scrivere e far scrivere dabbenaggini da ritiro…
    Ci mette la faccia, con la mascherina perpetua.

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