«Illustre presidente, le parlerò con i versi di Kavafis:
Cosa aspettiamo qui riuniti?
Oggi devono arrivare i barbari.
E perché i deputati non si muovono?
Che aspettano per legiferare?
Oggi arrivano i barbari
Che leggi possono fare i deputati?
Venendo i barbari le faranno loro
Perché il presidente si è alzato di buon’ora
e sta alla porta grande della città, in attesa?
È che arrivano i barbari con il loro capo;
anzi, è già pronta la pergamena con gli incarichi e gli onori.
Perché i nostri due ambasciatori
stamane sono usciti in toga rossa ricamata?
perché portano bracciali con ametiste
e anelli con smeraldi?
Oggi arrivano i barbari
e queste cose ai barbari fan colpo.
E perché i relatori non sono qui, come d’uso,
a parlare, a esprimere pareri?
Oggi arrivano i barbari
e non vogliono sentire tante chiacchiere
Perché ora sono tutti nervosi (i volti si fanno scuri)
Perché si vuotano le strade e ognuno torna a casa?
Perché è già notte e i barbari non vengono.
È arrivato qualcuno dalla frontiera
a dire che di barbari non ce ne sono più.
Come faremo adesso senza i barbari?
Dopotutto, quella gente era una soluzione».



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di marzo 2021

Questo è il mio secco intervento alla Camera per negare la fiducia al governo Draghi. Non in particolare a lui, ma ai ministri da lui non scelti, per concessione a partiti deboli e non corrispondenti alla loro reale rappresentanza parlamentare. Triste è la conferma di capibastone per i partiti maggiori 5 Stelle e Pd, compiaciuti con l’indicazione di Di Maio e Franceschini. È confermato perfino Speranza, espresso da un partito del 2%, diviso in due, con la metà dei suoi deputati all’opposizione. In compenso, per non creare turbamenti, dei partiti di destra sono presenti le seconde file. Salvini e Berlusconi, pregati di fare un passo indietro per favorire i concilianti Giorgetti e Brunetta. Dunque: Di Maio sì, Salvini no.

Leggi anche: Il governo Draghi non convince gli italiani: al 44,1% non piace la squadra dei ministri

Sgarbi boccia Draghi

Altri zombi con e senza baffi sono stati pescati dai partiti o in quello che ne resta. È vero che i sondaggi non sono sempre affidabili. Ma è un dato certo che, al di là della riduzione dei parlamentari, il gruppo dei 5 Stelle alla Camera, ancora consistente in 189 deputati (in calo di ora in ora), non avrebbe oggi più di 35 parlamentari. Il Pd, senza Italia viva di Renzi, scende a 86 deputati. Oggi sarebbero meno di 80. I 25 di Italia viva non arriverebbero a 10. Altrettanti Azione di Calenda. Leu, come diritto di tribuna, non supererebbe i 4. Ecco la vera maggioranza, di cui è garante Conte, e a cui Draghi ha concesso spazio e uomini.

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