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Roma, 28 gen – È stata la più votata di tutta l’Emilia Romagna, con ben 22mila preferenze. Un vero plebiscito. Stiamo parlando di Elly Schlein, il volto della new left che ha abbandonato le fabbriche per sistemarsi comodamente in un loft nel centro storico. La Schlein, in effetti, ha tutto di questa sinistra urbana, liberal e post-operaia. Giovane, ecologista, femminista, immigrazionista, la Schlein ha tutte le carte in regola per rappresentare quel segmento di sinistra sempre più globalista e sempre meno nazional-popolare. Erede di Clinton, non certo di Gramsci.

Un profilo global

Ma chi è, quindi, la più votata delle Regionali? Elena Ethel Schlein, per gli amici «Elly», proviene da una famiglia di rango. Entrambi i genitori, infatti, possono vantare un alto blasone accademico: papà Melvin è un ebreo americano, mamma Maria Paola italiana. Elly nasce a Lugano nel 1985, dove rimarrà fino al conseguimento della maturità. Si trasferisce quindi a Bologna per studiare giurisprudenza presso l’Alma mater studiorum, ottenendo la laurea nel 2011. Appassionata di politica, la Schlein bazzica le sedi del Partito democratico, ma nel 2013 si unisce al coro degli scontenti per i governi delle «larghe intese». Di qui la sua l’adesione alla corrente di Pippo Civati, che la catapulterà nella direzione nazionale del Pd.

La carriera politica di Elly Schlein

Nel 2014 Elly Schlein si candida per la tornata delle Europee tra le file del Pd, ottenendo l’elezione. A Bruxelles viene quindi inserita nell’ambita lista degli amici di George Soros, il noto speculatore e fondatore della potente Open Society. In effetti, la Schlein condivide in toto l’agenda politica del magnate di origini ungheresi: immigrazionismo, ecologismo, femminismo, teoria gender e così via. Insomma, il pacchetto completo del diritto-umanismo. Ad ogni modo, nel 2015 abbandona il Pd per confluire in Possibile, il nuovo soggetto politico fondato dal suo mentore Civati. Terminato il mandato a Bruxelles, Elly Schlein rinuncia a una ricandidatura per puntare tutte le sue fiche sulle Regionali, a cui si presenta nella lista civica Emilia Romagna coraggiosa, sostenuta da Articolo uno, Sinistra italiana e altre associazioni consimili. Il resto è cronaca: 22mila preferenze ed entrata trionfale nel Consiglio regionale. Se gioca bene le sue carte, di sicuro ne sentiremo riparlare.

Elena Sempione

22 Commenti

  1. Giovane, ecologista, femminista, immigrazionista, «Elly», proviene da una famiglia di rango. Entrambi i genitori, infatti, possono vantare un alto blasone accademico, nonché un’unione mista: papà Melvin è un ebreo americano, mamma Maria Paola italiana.
    Strano, non é lesbica, vegana e animalista!!

  2. Almeno scendono direttamente in campo quelli della nota tribù: evidentemente non si fidano più di lasciarci i compitini da fare a casa.

  3. Dall’articolo si capisce che l’autrice è a favore di chi inquina, contro le donne, e contro i diritti umani. Le teocrazie arabe forse fanno al caso della nostra Elena. Valuti un trasloco. (e mi raccomando: attenzione a Soros che ti viene a prendere di notte). Il senso del ridicolo è morto.

  4. Non me ne frega un cazzo di questo cesso pagato dai nasoni. Ma voi del primato da che parte state politicamente, non capisco perché pubblicizzate questa spazzatura.

  5. Provo profondo disgusto per le vostre etichette, per le cose che scrivete, per le vostre posizioni.
    Questa non è politica. Questi sono metodi fascisti

  6. Vorrei tanto sapere dove pagano le tasse i suoi genitori?.. in Svizzera? E lei?.. magari ha la doppia cittadinanza, oltre al fatto che il suo stipendio lo paghiamo ora noi contribuenti… Le sue preferenze?…ma dai ora si comprano pure o like

  7. Come pensa di poter incidere in qualche modo, se ha solo senso di superiorità e considera chi ha un’altra visione come un ridicolo stupido? Lei non fa politica, lei vuole solo acarezzrsi l’ego. Non si senta una progressista, lei pensa solo a se stessa.

  8. Sono veramente e profondamente amareggiato, la gente sposa in toto gli slogan, le mode del momento,senza preoccuparsi delle conseguenze. Trattano chiunque la pensi diversamente da loro come fascisti, razzisti, omofobi, transfobi, antisemiti, inquinatori( si perché soltanto loro sono green e progressisti) potremmo aggiungere che portiamo anche svariate malattie, tra cui quella di stare con i piedi per terra e la testa attaccata al collo. Io posso solo aspettare e vedere la loro fine, si perché, più si agitano e trattano gli altri da deficienti, più la gente vota a dx, tappandosi il naso, magari, pur di liberarsi di questa rogna che può essere spazzata via e lavata con un secchio d’acqua

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