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Roma, 10 ott – Si discute sin dalla nascita dell’esecutivo a guida Draghi sulla scelta di Lega e Forza Italia di aderirvi. Una decisione che ha diviso la coalizione di centrodestra, fino a quel momento rimasta tendenzialmente unita in opposizione al Conte-bis. Per questo entrambi i partiti potrebbero valutare di lasciare il governo.



Lega e Forza Italia non toccano palla

In primis, essere parte integrante di una maggioranza così disomogenea rende di fatto impossibile far prevalere i punti cardine del proprio programma politico. Dimostrazione esemplare di quanto affermato si è avuta negli scorsi giorni, con la riforma del catasto che spalanca le porte ad una futura patrimoniale sulla casa ed un eventuale innalzamento di tasse. Problematiche politiche su cui i due partiti di centrodestra al governo hanno incentrato le proprie battaglie, convinti che tassare ulteriormente gli italiani sia dramma da evitare. Tuttavia, con l’arrivo della finanziaria da scrivere ed approvare entro fine anno lo spettro di un possibile aumento delle tasse tornerà ad aleggiare. Pertanto, restando al governo, Lega e Forza Italia rischiano di subire dei veri e propri abusi politici dal resto della maggioranza.

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In secondo luogo, l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale difficilmente si baserà sulle intenzioni del centrodestra. Le speranze di Silvio Berlusconi di salire al Colle sono probabilmente destinate a restare tali ed il volto designato finirà per essere accettato dalla maggioranza del Parlamento.

Così si perdono anche le elezioni

Prendere atto dell’impossibilità di avere una reale voce in capitolo sarebbe importante, tanto più se restare in maggioranza comporta anche delle nette penalizzazioni elettorali. Il clima di sfiducia di alcuni elettori (in particolare nelle periferie) ha prodotto un astensionismo stratosferico. Penalizzando una sempre più divisa coalizione e regalando le vittorie nei principali comuni italiani al centrosinistra. Ulteriore motivazione per innescare una crisi di governo, con cognizione di causa, e tornare nelle file dell’opposizione.

Sarebbe occasione utile per provare a ritrovare unità e stipulare dei programmi politici concreti e credibili in vista delle elezioni del 2023, pena il rischio di perderle. Siamo consci delle difficoltà di assistere a tale scenario e delle divisioni all’interno di Lega e Forza Italia, che rischiano di rendere davvero complessa una pur auspicabile uscita da esso.

Tommaso Alessandro De Filippo



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1 commento

  1. Secondo me #Lega e #ForzaItalia si sono lapalissianamente venduti.

    Comunque ricordo che le leggi sono emendabili o abrogabili con provvedimento successivo.

    Peccato che chi viene dopo, Calderoli taglia leggi a parte, lo dimentichino.

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