Il Primato Nazionale mensile in edicola

Pavia, 22 mar – Tra una metafora e un riferimento storico, tra una barzelletta sovietica e un aneddoto sulle sue passate avventure a Bruxelles, Giulio Tremonti non risparmia a Giuseppe Conte più di una bordata. Intervistato per La Verità da Martino Cervo, l’ex ministro dell’Economia ci spiega un po’ quella “strana” fissazione del nostro presidente del Consiglio per il Mes, definito senza mezzi termini da Tremonti una “partita di raggiro”. Perché allora Conte, spalleggiato da Gualtieri e Gentiloni, insiste così tanto per attivare il Meccanismo, nonostante le seppur tardive rassicurazioni della Lagarde? 

Come funziona il Mes

Per spiegare il funzionamento del Mes, Giulio Tremonti parte con una breve digressione sugli eurobond, sua vecchia proposta (tornata d’attualità in questi giorni): “La proposta degli eurobond era per creare debito veramente europeo, non debito nazionale controllato dall’Europa. Ora sento sigle dalla sinistra semantica sanitaria. Il punto è: chi emette i titoli per cui si inventa varia nomenclatura? L’ambiguità sprigionata dal detto-non-detto suggerisce l’uso bizantino della formula “quasi”: quasi eurobond. Oggi come oggi i nuovi titoli non può emetterli a statuto vigente la Banca europea degli investimenti. Per statuto va esclusa la Bce, in teoria potrebbe farlo la Commissione, ma in realtà in questo senso c’è solo un precedente, remoto e marginale. Ecco che arriviamo al Mes. La situazione oggi è questa: devi capitalizzarlo per attivarlo, e per capitalizzarlo devi sottoscrivere nel nostro caso circa 100 miliardi. Ovviamente facendo altro debito”. 

Perché ricorrere al Mes quando c’è il “bazooka” Bce?

A questo punto Cervo chiede giustamente a Tremonti che senso ha mettere soldi nel Mes per poi farseli restituire, quando la Bce si è impegnata di fatto a garantire i titoli di tutti. “Assumendo che il Mes cubi 700 miliardi, e che all’Italia venga data solo la sua quota di competenza, nel dare e nell’avere mettere 100 vorrebbe dire avere solo qualcosa in più in termini finanziari”, spiega l’ex ministro. “Ma pagando un altissimo prezzo politico. Sarebbe una partita di giro, anzi in realtà è una partita di raggiro“. Per Tremonti è impossibile aderire al Mes “evitando le condizionalità” come va raccontando in giro Conte: “L’ingresso del veicolo in Italia presuppone comunque fortissime condizionalità. Può essere che la partenza sia soft, ma l’evoluzione sarà hard. Anche perché c’è un punto che tutti hanno ignorato: il ministro tedesco deve riferire al Bundestag ogni minimo elemento dell’attività del Mes. Non solo: c’è la Corte di Karlsruhe, essendo materia costituzionale. Noi abbiamo costituzionalizzato l’Ue, la Germania l’ha germanizzata. Possono dire quello che vogliono, ma la disciplina del Mes spinge verso una direzione diversa da quella che ci viene raccontata”.

Insomma l’adesione al Mes andrebbe chiaramente contro l’interesse dell’Italia. Perché allora questa fissazione di Conte? Per spiegarlo Tremonti cita Weimar e la recente crisi greca. “Crollo finanziario, crisi politica, progressivo distacco dal Parlamento. Non vedo grandi differenze (con Weimar, ndr). Nei palazzi e dintorni c’è in giro troppa gente che pensa di utilizzare il programma Mes per restare al governo come ha fatto Tsipras, il ventriloquo della Troika”.

Come si spiega l'”attivismo” di Conte?

Insomma, seppur con i consueti toni garbati, l’ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi ci sta dicendo che “Giuseppi” sta architettando una sorta di golpe bianco per rimanere in carica con il placet della Troika, in un’Italia di fatto commissariata. E questo spiegherebbe anche il recente distacco del Parlamento e alcuni aspetti della gestione dell’emergenza coronavirus: “Considerando quello che sta succedendo, e prevedendo quello che succederà a livello sociale nel Paese”, spiega Tremonti, “il problema non sarà avere la fiducia dei mercati ma avere un governo che abbia la fiducia del popolo. Non tanto adesso, ma quando ci sarà la vera crisi economica in tutte le sue manifestazioni (posti di lavoro persi, aziende chiuse, disordini, mali tipici di queste fasi). Ripeto: quella del Mes è una partita di raggiro, dato che la cifra economica è marginale, mentre quella politica è enorme. La chiamata dello straniero è un film che gli italiani hanno già visto nel 2011, effetti disastrosi compresi”.

Soluzione locale e non globale

E quindi che fare? Per Tremonti la soluzione è locale e non globale. “Io penso che l’uscita di sicurezza non sia sul globale, ma anche e soprattutto sul locale. L’introduzione alla nuova edizione del mio ultimo libro, Le tre profezie inizia con questo motto primitivo: “Fermati ed aspetta che la tua anima ti raggiunga”. La soluzione a cui dobbiamo cominciare a pensare non sarà dal lato globale ma dal lato locale. Non dai valori mobiliari ma dai valori morali, quando saranno finalmente in disarmo i pusher finanziari. Più orizzontale che verticale. Le faccio un esempio certo non sufficiente: nel 2005 ho inventato il 5 per mille come strumento per attivare la solidarietà indirizzata alla ricerca scientifica e al volontariato. Tutto questo è il modello di società verso cui si può e si deve andare”.

Davide Di Stefano

6 Commenti

  1. Salvini con Renzi vuole portare Draghi a Palazzo Ghigi, ma di cosa stai parlando..

    Il COROVIRUS ha messo confini, muri nazionali, Abbiamo ricominciato a produrci le mascherin, ,dovremmo nazionalizzare ALITALIA se vorremo sorvolare i confini e forse (Speriamo ) mettere in pista IRI, unica cosa buona fatta dal duce..
    Il CORONAVIRUS è stato meglio di chiunque Sovranista da strapazzo di questo mondo.

    La sinistra e destra non esiste più da tempo , ma non esisterà più neppure il Sovranismo e non.

  2. @ Pippo: Condivido buona parte di ciò chr scrivi, ma mi permetto di osservare che di cose buone il Duce ne ha fatte molte altre (a dispetto di quanto una sinistra vergognosa afferma oggi!)

Commenta