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Roma, 14 mar – Vauro senza Salvini è un uomo finito, lo evoca più di un fidanzato, è sempre nei suoi pensieri. Persino quando sta in “vacanza” non riesce a fare a meno di nominarlo nei suoi tweet. Il vignettista toscano de Il Fatto Quotidiano infatti, qualche giorno fa aveva annunciato un viaggio di quindici giorni fuori dall’Italia con questo messaggio affidato a Twitter: “Terrorizzato dalle querele di Salvini ho deciso di darmi alla latitanza (STO SCHERZANDO). Tornerò tra quindici giorni. Intanto il mio bravissimo admin penserà a movimentare questo account. Hasta pronto a tutti”; ma non è riuscito a stare nemmeno cinque giorni senza nominare il vicepremier, così proprio ieri ha diffuso una foto scattata nientemeno che in Vietnam. Certo, Vauro che se ne va in un paese a ideologia comunista ha la stessa valenza fetish di quei pagliacci che si vestono da gerarchi a Predappio: infatti, nella fotografia lo possiamo ammirare sorridente, seduto ad un tavolo sormontato dalla foto di Ho Chi Minh – si sa, non è “perikolo per la demokrazia” se il dittatore è comunista  – e due bandiere, una con falce e martello, e l’altra del Vietnam del Nord, che vinse la guerra contro gli Usa. “Salvini, vienimi a prendere”, recita il commento alla fotografia.



Comunque, niente di nuovo sotto il sole, a parte qualche sbadiglio: l’ultima sparata di Vauro risaliva a pochi giorni fa, quando diffuse la vignetta a proposito della legge sulla legittima difesa recentemente approvata. In essa, un Salvini “suicida” si “sparava” un selfie in testa. Per quanto riguarda l’invito di andare a prendere il disegnatore toscano in Vietnam, non ci vogliamo certo mettere nella testa del ministro dell’Interno, ma pensiamo che chiunque, al suo posto, risponderebbe “stattene pure lì”, in quella magica bolla di comunismo turistico, dove tutto è perfetto.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. E’ una vera ossessione…! Vauro, fatti curare: il disagio mentale è una malattia che può essere sconfitta.

  2. signorina,
    Lei prima di nominare Ho Chi Minh dovrebbe informarsi meglio su chi era, cosa ha fatto, come viene percepito in Vietnam.
    Vauro ,comunquei, è uno dei tanti nostalgici che si è fossilizzato nel suo ruolo, che lo ha pure portato a fare il bravo attore in trasmissioni logore come quelle di Santoro, pero’ Lei non puo’ sparare menate sul Vietnam senza conoscerlo.

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