Il Primato Nazionale mensile in edicola

«L’Europa deve diventare un soggetto geopolitico autonomo e autorevole. Altro che sofagate e il vittimismo della von der Leyen. E la destra, in Europa e in Italia, deve dotarsi delle armi necessarie per riuscire, una volta vinte le elezioni, a restare al governo e governare». Vincenzo Sofo, europarlamentare del gruppo Ecr che non ha condiviso la scelta della Lega di appoggiare l’operazione Draghi e per questo ha lasciato il partito, ci spiega perché la post-pandemia è l’occasione giusta per proporre una visione alternativa dell’Europa rispetto a una Ue immigrazionista e filo-Lgbt.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2021

Intervista a Vincenzo Sofo

Allo stato attuale la Ue sembra presa da altre faccende, come il «sofagate» della von der Leyen senza sedia da Erdogan…

«Quello che ha dichiarato la von der Leyen mi ha lasciato scioccato: “Mi sono sentita sola in quanto donna ed europea”. Non era lì invitata come una semplice donna a un buffet, ma come presidente della Commissione Ue. È come se Putin, uscendo da un incontro con Biden, dichiarasse: “Mi sono sentito solo in quanto uomo e caucasico”. È evidente che poi non può essere presa sul serio e rispettata. Il problema con Erdogan comunque è un altro».

Quale?

«La sua è stata una provocazione perché si sente con le spalle coperte e perché ha il coltello dalla parte del manico. Per quattro ragioni: il controllo della rotta migratoria balcanica con cui tiene sotto scacco Germania e Ue. Seconda ragione, il predominio crescente che la Turchia sta conquistando in Nord Africa e sulle rotte migratorie africane. Terza ragione, la partita energetica. L’approvvigionamento del gas passa da infrastrutture in cui è coinvolta la Turchia. Quarta ragione, di cui nessuno parla, Erdogan sta strumentalizzando la questione islamica a fini politici, anche in Europa. Lui si rivolge a tutte le comunità di immigrati di fede musulmana in caso di forte contrasto sociale, come in Francia, prendendo le loro difese. Un modo per porsi come interlocutore in Europa a nome delle comunità islamiche. E aprire dunque un altro tavolo di trattativa come garante e mediatore».

Draghi parla di politica estera italiana nel solco della Nato e poi attacca Erdogan…

«La presa di posizione di Draghi nei confronti di Erdogan è scientifica: porsi come interlocutore privilegiato degli Stati Uniti. Se c’è una cosa interessante di questo governo – e io sono stato fortemente critico dell’operazione Draghi, tanto da aver lasciato la Lega perché non ne condividevo il sostegno – è la politica estera, nel Mediterraneo. Ho apprezzato molto il richiamo del premier alla costruzione di un asse dell’Europa del Sud, con la Francia, la Spagna e la Grecia. E il fatto che sia subito andato in Libia è altrettanto da apprezzare. Certo è inevitabile che si debba muovere all’interno dell’alleanza atlantica».

Perché è inevitabile?

«Certi equilibri che sono figli dell’esito della Seconda guerra mondiale li puoi cambiare soltanto con delle guerre: la verità è questa. Il punto è avere l’intelligenza di sfruttare l’alleanza atlantica per ritagliarsi un ruolo strategico».

Cosa dovremmo fare?

«Visto che siamo all’interno della Nato, dovremmo cogliere il continuo richiamo Usa di aumentare la spesa per la difesa per investire nella nostra Marina, per esempio. Dovremmo avere una politica del mare, noi che ci viviamo in mezzo. Altrimenti come pensiamo di avere un ruolo geopolitico? Come nel caso del controllo del canale di Sicilia, che è un collo di bottiglia importante, che noi stiamo lasciando a…

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta