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Roma, 10 set – Nicola Zingaretti esprime “solidarietà a Matteo Salvini” per l’aggressione di ieri a Pontassieve. “L’odio e la violenza non devono contaminare la politica, per i democratici è una responsabilità e un valore assoluto“, scrive su Twitter il segretario del Pd. Fin qua nulla di strano. Un leader politico che condanna un gesto violento nei confronti di un suo avversario, ribadendo con l’occasione che il partito da lui guidato condanna fermamente – ca va sans dire – odio e violenza. Peccato però che i sostenitori del leader e del partito in questione non la pensino affatto come Zingaretti, rivelando ancora una volta la cieca violenza dell’odio e l’ottusità della sinistra verso i propri nemici politici.

Quando la sinistra non propone altro che attaccare il nemico politico

Se per decenni abbiamo visto la sinistra italiana unirsi soltanto per demonizzare e attaccare con tutte le armi possibili – con una spiccata preferenza per il ricorso alle toghe rosse – gli avversari politici. Per così tanto tempo abbiamo visto che il programma politico unico della sinistra era dire quanto fosse brutto e cattivo il temuto leader “delle destre” più che proporre qualcosa di concreto – magari evitando di spacciare per priorità nazionali i diritti LGBTQ o la cittadinanza ai clandestini – e abbiamo pensato che come scelta politica fosse comunque vincente, visto che ogni tanto la sinistra ha avuto la meglio (magari per un pugno di voti) sulle destre. Oggi vediamo che la base, i simpatizzanti – i follower in questo caso – la pensano allo stesso identico modo dei loro partiti di riferimento.

Gli insulti a Zingaretti dei follower, odiatori di Salvini

Se Salvini è il nemico da abbattere per 364 giorni l’anno per Zingaretti, per i suoi sostenitori invece va abbattuto pure l’unico giorno in cui il segretario dem esprime solidarietà al leader della Lega per l’aggressione subita da parte di una donna originaria del Congo che gli ha detto “Ti maledico” mentre gli strappava camicia, catenina e rosario. Ed ecco quindi che a scorrere i commenti contro il tweet di solidarietà si va da un pacato “Le classiche frasi fatte…” a un ancora sobrio “Chi sparge vento raccoglie tempesta. Perché solidarietà alla vittima Salvini ma mai solidarietà alle vittime di Salvini?“. Ma poi fioccano proprio gli insulti al povero Zingaretti. “Cioè una persona con disturbi psichici, viene trattata alla stregua di un attentatrice e te, esprimi solidarietà a chi ne fa oggetto di propaganda. Mentre quando lui e i suoi sodali, manifestano la loro violenza verbale o violano le regole, tutti zitti. Ma nun te vergogni?“. E ancora: “Che vergogna di partito. Che vergogna di capopartito. Che vergogna“. Tra i pavloviani commenti dei vari account tipo “Ora e sempre resistenza”, del tenore di “Solidarietà a quella donna per le umiliazioni quotidiane, gli insulti, le grida ‘scimmia’, gli sguardi torvi sugli autobus e quanto di peggio uno straniero sta passando in questi anni e anche certamente lei ha subito”, emerge dunque che la solidarietà di Zingaretti debba andare alla donna africana, vittima di Salvini, che se l’è cercata e al quale pertanto mai e poi mai può andare la suddetta solidarietà.

La sagra dei luoghi comuni e delle fake news

Spiccano poi nel solco della sagra del luogo comune i deliri dove si mette tutto insieme, per la frettolosa lettura dei media schierati con la sinistra che di loro già la dicono lunga in quanto a correttezza dell’informazione. Ed ecco quindi che leggiamo un “Matteo Salvini sta raccogliendo ciò che ha seminato. Altri, come Willy, hanno pagato ben più alto prezzo a causa sua e di altri politici del suo stampo. Ha 49 milioni di € per ricomprarsi la camicia“. Olè, chi più ne ha più ne metta.

zingaretti muccino

Gabriele Muccino con la bava alla bocca, neanche fosse Chef Rubio

Infine vogliamo citare il rabbioso commento del regista Gabriele Muccino: “Solidarietà?!!!! A chi incita odio e violenza verso i più deboli?! No, grazie. Nessuna solidarietà. Non esageriamo adesso. Non siamo tutti buoni e uguali. Ci sono delle differenze di comportamento che hanno delle conseguenze. Anche comprensibili“. Insomma la violenza è lecita, se è inflitta dai buoni contro i cattivi (in cui i buoni sono i dem, ovviamente). E in effetti il post di Muccino in versione Chef Rubio riscuote più consensi che condanne. Il senso è che il “gesto di disperazione” di una “povera vittima di Salvini”, di “una innocua poveraccia” – la donna che lo ha aggredito – è il frutto della violenza e dell’odio seminati dal leader della Lega. Il quale – è la curiosa equazione della sinistra – va combattuto con violenza visto che “voi – è l’accusa dei follower a Zingaretti e al Pd –  non avete fatto nulla per togliercelo dalla vista“. “Un minimo di dignità, Nicola“, è il duro giudizio della sinistra dei social.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Si deve prendere atto che nella societa’ italiana ci sono gli odiatori di professione di oggi e quelli di ieri che violentavano un ragazzina di 14 anni solo perche’ presunta fascista al grido ” quanto siamo bravi e quanto siamo belli” Il resto e’ solo noia e restano le br , i compagni che sbagliano e i criminali per professione o solo per ammazzare la noia. Auguri per la coerenza e la perseveranza.

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