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Teheran, 5 gen – Milioni di iraniani stretti gomito a gomito nella impressionante processione funebre in onore del generale Qassem Soleimani. Le spoglie del comandante della Forza Quds dei Pasdaran assassinato dagli Usa in un attacco con droni a Baghdad venerdì 3 gennaio, sono arrivate in Iran. A rendere omaggio all’eroe della guerra contro l’Isis sarà l’intera nazione. La prima processione si è svolta ad Ahvaz, città nella provincia del Khuzestan, dove sono arrivate le spoglie di Soleimani e degli altri sette militari uccisi nel raid. La partecipazione di massa è tale che non si possono fare stime numeriche. I corpi poi sono stati trasportati nella città santa di Mashhad nel pomeriggio di oggi, per un’altra cerimonia funebre. Un vero e proprio interminabile fiume umano accompagna i feretri.



Al corteo funebre le bandiere del “sangue dei martiri”

Al corteo la gente sventolava bandiere rosse, (il colore del “sangue dei martiri“), verdi (il colore dell’Islam) e bandiere bianche decorate con slogan religiosi, oltre a ritratti del generale, piangendo e gridando “Morte all’America“. La televisione di Stato ha trasmesso una diretta del corteo con lo schermo listato a lutto. Il generale era l’eroe militare più amato dal popolo iraniano.

Martedì la sepoltura nella città natale, Kerman

Secondo quanto annunciato dai funzionari iraniani, le cerimonie funebri continueranno a Teheran lunedì mattina, e poi a Qom lunedì sera. La Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Il generale Soleimani verrà sepolto martedì pomeriggio nella sua città natale, Kerman, secondo le sue volontà. I corpi di Al-Muhandis e di altre persone uccise nell’attacco degli Stati Uniti sono stati consegnati in Iran per test di identificazione del Dna.

L’Iraq denuncia all’Onu l’attacco Usa contro il generale

Intanto il ministro iraniano della Difesa Amir Hatami, citato dall’agenzia Irna, ha chiesto a tutti i Paesi del mondo “di prendere posizione appropriata contro le mosse terroristiche degli Usa, se vogliono evitare che si ripetano atti odiosi e senza precedenti come l’uccisione del generale”. L’assassinio di Soleimani oltre ad essere l’omicidio di Stato più grave compiuto dagli Usa in tempo di pace, è un atto che viola ogni trattato o legge internazionale. Trump ha dato ordine di uccidere un comandante generale di uno Stato sovrano, mentre si trovava in un altro Stato sovrano. E proprio l’Iraq annuncia di aver presentato una denuncia alle Nazioni Unite contro “gli attacchi americani”.  Il parlamento iracheno, inoltre, ha approvato una risoluzione con cui chiede al governo di cacciare dal Paese tutte le truppe straniere presenti, comprese quelle americane. Trump dal canto suo non intende frenare l’escalation di tensione, continuando a minacciare di bombardare l’Iran, non risparmiando i luoghi di grande importanza per la cultura iraniana.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Avete dato espressione soltanto al punto di vista arabo-persiano. Un saggio di alta democrazia. complimenti.

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