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Roma, 17 ott – Si complicano le cose per il premier Giuseppe Conte, che dovrà rispondere al Copasir della spy story Italia-Usa in merito al cosiddetto Russiagate. Due cellulari di Josef Mifsud sono sotto la custodia del Dipartimento di Giustizia americano, acquisiti “di recente”, secondo i media americani, dalle autorità italiane, come riporta l’Ansa. Due Blackberry che potrebbero fare luce sul ruolo del misterioso docente maltese della Link University capitolina al centro della contro-indagine condotta dal ministro della giustizia Usa William Barr sull’origine del Russiagate. Stiamo parlando delle ormai celebri mail di Hillary Clinton offerte dalla Russia alla campagna elettorale di Trump. E così dal filone italiano del Russiagate, sul quale Conte riferirà la prossima settimana al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, emergono ulteriori dettagli compromettenti per il presidente del Consiglio in merito agli incontri a Roma ad agosto e a settembre scorsi tra lo stesso premier, Barr e i vertici dei servizi segreti italiani. Vertici che – lo ricordiamo – dovrebbero per l’appunto rimanere segreti.

Potrebbe emergere la rete di contatti di Misfud

Lo scorso martedì, i legali di Michael Flynn (ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, tra i primi a dimettersi per il coinvolgimento nell’inchiesta del Russiagate) hanno avanzato la richiesta al Dipartimento di giustizia di conoscere i dati contenuti nei due Blackberry di Misfud. Potrebbe quindi emergere la rete di contatti che Mifsud avrebbe tenuto tra l’intelligence italiana ed europea e l’Fbi. Secondo quanto riporta anche Repubblica, per gli avvocati di Flynn, Mifsud sarebbe stato un uomo chiave nel complotto che puntava a fermare l’elezione di Trump alla Casa Bianca. Non solo avrebbe offerto al giovane consigliere di Trump, George Papadopoulos, le email di Hillary Clinton rubate dai russi, ma avrebbe anche svelato all’Fbi della cena organizzata a Mosca dallo stesso Flynn con la partecipazione di Vladimir Putin.

La difesa di Flynn insomma punta a dimostrare che Mifsud non rispondeva agli ordini di Mosca, ma faceva riferimento ai servizi segreti europei e all’Fbi. Il tutto – lo ricordiamo – mentre alla Casa Bianca c’era Barack Obama. E l’Italia in questa oscura spy story è sotto strettissima osservazione da parte di Washington, come ha confermato lo stesso Trump proprio ieri nel vertice con il presidente Sergio Mattarella quando ha detto: “L’Italia potrebbe essere coinvolta”. Il sospetto degli americani è che i servizi italiani abbiano coperto Mifsud e lo abbiano aiutato a sparire, ormai da un anno. Insomma, ne ha di cose da chiarire Conte, al Copasir e agli italiani.

Adolfo Spezzaferro

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