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Roma, 21 dic – Mai come oggi i cantori della rottamazione rischiano di finire rottamati senza neppure l’attenuante dell’anzianità politica. Sul caso Banca Etruria il Pd è sempre più allo sbando, se la Boschi ha infatti smarrito il sorriso da tempo, Renzi si ostina a difenderla a spada tratta. Sia lui che i vari portavoce dem però perdono smalto e credibilità. Il problema di fondo, al di là delle vicende giudiziarie, è che i renziani non hanno più quel piglio e quella capacità di apparire sicuri di sé, non trasmettono più pretese certezze, appaiono spenti e malinconici.



Banca Etruria forse più del Monte dei Paschi è il simbolo della luna calante che fa capolino dietro ai volti di parlamentari soltanto fino a poco tempo fa certi di raggianti orizzonti, questo perché la liquidazione che ha riguardato la prima coinvolge Renzi, la seconda è simbolo di una decennale gestione di una classe politica legata al partito (e ai suoi padri) che l’ex sindaco di Firenze era intenzionato a eliminare dai giochi. Se quindi il Pd e la sinistra italiana si sono visti crollare due tesorieri in un sol boccone, è la banca aretina a spezzare l’incanto degli ultimi incantatori già duramente colpiti dal referendum costituzionale. Ieri ad esempio l’ex amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha confermato i contatti per un’eventuale acquisizione di Banca Etruria da parte di Unicredit. Ennesima dichiarazione che non mette certo in una posizione facile la Boschi, con molti deputati del Partito Democratico che iniziano a vacillare e a dubitare sull’opportunità di ricandidarla.

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Ufficialmente nessuno prende le distanze dalla fatina di Laterina. La priorità è salvaguardare il partito da possibili contraccolpi elettorali dovuti proprio a questa vicenda e soprattutto alla sempre più ingombrante figura della Boschi, che in apparenza prova a non farsi travolgere: “Io darò la disponibilità a correre in qualsiasi collegio con l’entusiasmo e la forza di chi non ha niente da temere – ha dichiarato – perché la verità è più forte delle strumentalizzazioni. La decisione però spetta al Pd e ai cittadini: nel frattempo io lavoro e vado avanti”. Già il fatto che molto probabilmente la fedelissima di Renzi non verrà ricandidata in Toscana è segno di una minor disponibilità interna al partito sulla sua figura e lei stessa verosimilmente sa bene che il giudizio dei cittadini colpiti dal crack di Banca Etruria potrebbe non essere così benevolo.

Lo stesso tentativo di virare sulla “questione di genere”, appare decisamente grottesco. “Condivido le parole che Boschi – ha detto oggi Matteo Renzi alla Stampa –  dove ha parlato di «caccia alla donna» e ha confermato di volersi candidare. Ma pensiamo davvero che tutta la questione bancaria italiana si concentri su incontri perfettamente legittimi e dichiarati tali dalle stesse persone che ha incontrato Maria Elena Boschi?”. No di certo, peccato però che quegli incontri, legittimità a parte, suonano sempre più stonati anche in casa Pd. E Renzi sa bene che si tratta di un problema specifico che riguarda migliaia di correntisti e obbligazionisti. C’è una responsabilità politica in questa storia, a prescindere da quella giudiziaria, che si continua a negare. I renziani hanno due mesi di tempo per continuare su questa linea, dopodiché la linea verrà tracciata con la matita copiativa dai cittadini italiani.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Da buon permaloso arrogante e furbone, il ns Vate di Rignano, cerca di scaricare il marcio su aspetti che nulla entrano nella questione; come ad es. sulla questione di genere o sul fatto che chi ha contribuito a far fallire banche pagherà. Ora, non mi viene in mente nessun pezzo grosso delle banche che sia mai stato in galera. Solito sistema da furbo per distogliere le magagne accusando a vanvera.

  2. Se fossimo una Nazione Sovrana ed al posto di quel farabutto di Mattarullo avessimo un Capo dello Stato degno di questo ruolo, la fatina di Laterina il suo babbino, il bullo e grembiulini vari, sarebbero fuori dal governo dalla politica e dentro le patrie galere. Uno Stato serio indagherebbe sui patrimoni di questi infami congelando i beni personali e non, cercando prestanome e collegamenti con massoneria e mafiosetti vari. Anche il dr Rossi PM di Arezzo andrebbe sospeso indagato e come minimo sospeso da funzioni e stipendio per la reticenza in commissione parlamentare. Insomma visto gli sviluppi dell’affare Banca Etruria molti dovrebbero tremare.

  3. La banca d’Italia incolpa la consob, la consob incolpa la boschi, la boschi chiede aiuto a UniCredit, UniCredit è controllata dalla banca d’Italia,la consob dovrebbe difendere i risparmiatori…..ma in quale letame siamo finiti,quanta gente si becca da 10000 a 20000 euro al mese sulle nostre spalle impunemente , che schifo di politica e burocrazia dovremmo sopportare e per quanto tempo? Senza parole,le ho terminate….. almeno quelle leggibili.

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