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La Valletta, 30 giu – Dopo la decisione italiana di operare un giro di vite sui “salvataggi” nel Mediterraneo e a seguito della creazione di una SAR in Libia, adesso anche Malta gioca le sue carte. E chiude i propri porti alle navi delle Ong.
La decisione da parte del governo dell’isola è arrivata ieri: “In seguito ai recenti accadimenti dobbiamo accertare che le operazioni di queste navi siano conformi alle norme nazionali e internazionali, quindi non possiamo consentire che usino il porto per le loro operazioni”, spiega l’esecutivo in una nota.
Prima “vittima” della chiusura maltese è l’Ong Proactiva Open Arms, uno dei tanti taxi del mare assurti agli onori delle cronache in questi anni. La nave dell’organizzazione spagnola ha chiesto alle autorità di Malta e dell’Italia il permesso di entrare nelle acque territoriali per far rifornimento e cambiare equipaggio. La risposta è però stata negativa da parte di entrambi. Stesso discorso per quanto riguarda l’aero di Pilotes Volontaires, impegnato nelle operazioni di ricerca imbarcazioni, che non ha potuto rifornirsi nell’aeroporto dell’isola.
Alberto Palladino

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