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Casalgrande, 10 mag – Arriva il centro islamico e i residenti vanno in subbuglio. A Veggia di Casalgrande, provincia di Reggio Emilia, i 1200 abitanti sono scesi sul piede di guerra dopo che la comunità islamica ha acquistato un ex macello e lo vuole trasformare in centro islamico. Il gesto più eclatante è stato far ritrovare una testa di maiale appesa al cancello dell’area in cui sorgerà il centro in questione, che i cittadini sono convinti sia una moschea mascherata. Dopotutto le intenzioni della comunità islamica di Sassuolo sono chiare: in quei 2 mila metri quadrati vogliono creare un luogo dove insegnare il Corano ai ragazzini e tenere così vive le tradizioni islamiche e la loro cultura d’origine.
Ma quello che ai residenti proprio non va giù, oltre alle problematiche legate alla difficile convivenza con gli immigrati musulmani, è il fatto che nell’ex macello i lavori di ammodernamento siano già cominciati e nessuno ha chiesto autorizzazioni e comunicato quali lavori siano in corso. A poco sono valse le rassicurazioni del sindaco, del Pd, in merito alla vigilanza che l’amministrazione opererà per garantire che non vengano commessi abusi. Quella di Casalgrande è una protesta che va avanti da mesi e che negli ultimi giorni ha assunto toni sempre più accesi, con assemblee pubbliche assai partecipate da cittadini arrabbiati e animati dalla preoccupazione di diventare un hub del terrorismo islamico.
Persino il parroco ha scritto una lettera in cui spiega ai fedeli cristiani che è giusto opporsi al progetto. “La legge di Maometto” spiega “contrasta con i principi costituzionali, Veggia conta già 200 stranieri su poco più di mille abitanti e così rischia di diventare un ghetto islamico“, avvertendo che un centro dove si insegna il Corano ai bambini porta solo alla “disintegrazione sociale” del paese.
Non si tratta di razzismo o islamofobia: all’oratorio della parrocchia ci vanno anche i bambini musulmani a giocare e nessuno li caccia. E le iniziative che aiutano chi è in difficoltà, a prescindere da credo religioso, sono molte. In gioco c’è ben altro, anche perché nessuno ha fatto pervenire alcuna domanda in cui si spiega in cosa davvero si vuole trasformare l’ex macello.
Anna Pedri

2 Commenti

  1. Il centro islamico non “arriva” Planando dall’alto come la famosa manna. È stato voluto e scelto imponendolo alle persone senza nemmeno consultare, c’è accade quando piazzano i negretti facendoli arrivare la notte con i mezzi della croce rossa(che andrebbe chiusa e indagata visti i proventi milionari…). Come al solito questi musulmani si sentono già padroni dove cagano, e il PD ci mangia sopra.

  2. L’Islam soprattutto quello sunnita wahabita, per intenderci dei fratelli musulmani, dei sauditi di Erdogan di al~nusra Daesh e Al Qaida, non ha posto ne può essere tollerato in Italia.
    Chi sovvenziona il terrorismo islamico da casa nostra deve essere perseguito espulso e messo in condizione di non nuocere. Nessun centro islamico ne moschea deve sorgere senza accurate indagini su chi come e perché li mette in piedi. Nel dubbio vanno vietati, se i musulmani si sentono discriminati possono partire per Road, non ci mancheranno. Meloni presidente del consiglio!