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Milano, 18 set – Si apre il processo contro Ousseynou Sy, l’autista senegalese che lo scorso 20 marzo sequestrò e incendiò l’autobus di cui era alla guida e che trasportava 50 ragazzini di una scuola media. Una strage sfiorata per un pelo, una vicenda che ha visto Sy imputato per sequestro di persona, incendio, resistenza e lesioni personali con l’aggravante della finalità terroristica. I giovani, le famiglie e 3 accompagnatori si sono costituiti parte civile, così come il comune di Crema e – solo per il reato di incendio – la società proprietaria del mezzo, la Autoguidovie. “Secondo noi sono responsabili anche coloro che hanno messo il mezzo in mano a quest’uomo, chiederemo quindi la citazione come responsabili civili della società Autoguidovie e del Ministero della pubblica istruzione”, ha annunciato il legale degli studenti, puntando il dito contro il lassismo dimostrato nei controlli sull’idoneità degli autisti.

Il processo è in corso davanti alla Corte d’Assise di Milano: alla prima udienza erano presenti, oltre all’imputato, alcuni genitori e una ragazzina che quel giorno era sul bus.
Ousseynou Sy, 46 anni, si avvale della difesa dell’avvocato Richard Ostiante. Il senegalese avrebbe potuto scegliere il rito abbreviato (processo a porte chiuse con lo sconto di un terzo della pena) ma ha preferito affrontare il processo ordinario. 
L’avvocato Antonino Ennio Andronico, legale di parte civile delle famiglie di tutti i ragazzini presi in ostaggio sul bus, ha spiegato che “si è trattato di un atto terroristico nei confronti di cittadini inermi. È difficile che i bambini dimentichino anche se si cerca di farlo”.  Secondo quanto emerso fino ad ora dalle indagini, Sy voleva portare a termine una strage sulla pista dell’aeroporto di Linate, per condizionare la politica in materia di immigrazione e “intimidire la popolazione”. Deciso per gli accertamenti il video, lungo 37 minuti e postato su Youtube, in cui il senegalese faceva i suoi proclami: “Viva il panafricanesimo, combattiamo i governi corrotti e critichiamo la politica europea che sfrutta l’Africa”.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Col nuovo governicchio e le toghe Rosse …..
    dovranno pagarglipagarglio i danni per diffamazione ….

    il suo leguleio ha un nome ? ?

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