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Roma, 6 ott – Matteo Bassetti si scaglia contro il governo giallofucsia per l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto in tutta Italia. Per l’infettivologo è un errore e spiega perché. “L’uso delle mascherine ha senso solo in luoghi confinati, laddove non sia possibile avere certezza e garanzia del necessario distanziamento fisico oppure all’aria aperta quando non si riesca a mantenere il distanziamento fisico. Ho provato a cercare evidenze scientifiche sull’uso della mascherina all’aria aperta e dei potenziali benefici sulla trasmissione del virus, ma non ne ho trovate“, precisa il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova sulla sua pagina Facebook.

“Si ricommette l’errore del lockdown: un’unica misura per tutta l’Italia”

Bassetti non ha dubbi: “Rendere obbligatoria la mascherina in tutta Italia all’aperto senza alcuna distinzione tra le aree geografiche a più alta e più bassa circolazione endemica è sbagliato. Fino ad oggi le Regioni e le amministrazioni locali hanno inasprito o alleggerito i provvedimenti preventivi sulla base dei dati epidemiologici locali, che sono gli unici attendibili. Si ricommette l’errore commesso con il lockdown: un’unica misura per tutta l’Italia senza tener conto delle differenze regionali e locali”.

“Si rischia di ottenere l’effetto contrario”

L’infettivologo, che aveva già bocciato l’ipotesi della mascherina obbligatoria all’aperto, precisa che “nessuno mette in dubbio l’importanza della mascherina e di tutte le altre misure di prevenzione (che non vengono minimamente nominate nel Dpcm), ma – avverte Bassetti – il rischio è di ottenere l’effetto contrario. Se nessun altro Paese al mondo ha preso questo provvedimento su scala nazionale e per decreto ci sarà una ragione?“, fa presente.

“Dati su letalità virus lasciano ben sperare”

L’esperto ormai da mesi combatte la sua battaglia in nome dell’evidenza scientifica contro il catastrofismo e il terrorismo psicologico del governo giallofucsia, che usa i dati sui contagi per giustificare la proroga dello stato di emergenza e le nuove misure restrittive. Per Bassetti essere positivi al coronavirus non significa essere malati di Covid-19 e il quadro attuale – dati sui ricoveri alla mano – non è minimamente paragonabile a quando l’epidemia c’era per davvero: “I dati sulla letalità del virus nei nostri reparti sono molto più bassi della scorsa primavera e inoppugnabili, e lasciano ben sperare: anche senza entrare in discorsi controversi, come la diminuzione della carica virale o le mutazioni benigne del virus, se gli ospedali avranno posti letto, farmaci, dispositivi medici e soprattutto personale qualificato in quantità sufficiente, ritengo che saremo assolutamente in grado di reggere a un eventuale aumento dei casi nei prossimi mesi”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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