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Genova, 14 set – Basta con la quarantena di 14 giorni, che ha costi sociali ed economici che vanno assolutamente ridotti, vista la situazione di crisi del Paese. Il periodo di isolamento, in cui non si può uscire di casa e non si può andare a lavoro, deve essere ridotto. “La Francia ha approvato i 7 giorni. A questo punto anche noi dovremmo adeguarci, magari con una soluzione di compromesso: 10 giorni senza tampone oppure 7 giorni con tampone per poterla finire. Speriamo che il ministero cambi questa regola”. Parola dell’infettivologo Matteo Bassetti, il quale interviene nel dibattito sulla riduzione della quarantena, che sarà affrontata domani alla riunione del Comitato tecnico scientifico. A quanto pare, gli esperti del Cts non sarebbero inclini a ridurre i 14 giorni, sulla scorta di quanto consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

“Con sintomi respiratori bisogna stare a casa”

Per il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, un’altra questione importante nella gestione dei nuovi contagi è che purtroppo molti cittadini “non hanno capito che se si hanno sintomi respiratori (tosse, febbre, naso che cola, malessere generale) bisogna stare a casa e non andare in giro o a lavorare. E invece c’è qualcuno che con questi sintomi va addirittura a fare assistenza sanitaria, senza le adeguate protezioni, agli anziani o anche in ospedale (ho la prova di quello che dico da alcuni contagi avvenuti recentemente). Questa dovrebbe essere la prima regola di convivenza civile al tempo della pandemia. E’ importante che ne sottolineiamo l’importanza, altrimenti qualcuno pensa che l’unica cosa importante sia la mascherina e con quella possiamo fare tutto“, fa presente l’infettivologo. Sulla sua pagina Facebook, l’esperto ribadisce quindi “l’importanza dello stare a casa quando qualcosa non va (sintomi simili alla influenza stagionale), della mascherina (quando serve), del distanziarsi dagli estranei e del lavarsi spesso e bene le mani”.

“Doppio tampone negativo? Basta segregare inutilmente”

Infine Bassetti torna anche sulla “necessità del doppio tampone negativo“, attualmente obbligatorio “per poter essere ‘liberati’ da una gabbia burocratico-sanitaria inutile. Le regole internazionali sono molto chiare – ricorda l’esperto -. Basterebbe leggere i documenti Oms e Cdc. Anche qui dovremmo cambiare per evitare di continuare a ‘segregare’ gente per periodi troppo lunghi e probabilmente inutili. Occorre ottimizzare le risorse tendendo alla semplificazione”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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