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Lampedusa, 27 lug – Va bene scappare dalla fame e dalla guerra, però senza il cagnolino di famiglia non si va da nessuna parte. Cagnolino, occhiali da sole e bermuda, come una normale gita in spiaggia. Così ieri si sono presentati alla Guardia costiera di Lampedusa gli undici immigrati tunisini (più, ovviamente, il barboncino al guinzaglio al seguito della combriccola) a bordo di un barchino, proprio mentre tentavano di sbarcare verso la terra promessa (casa nostra). Gli immigrati sono stati intercettati e trasbordati sul gommone della Guardia costiera e fatti sbarcare a Molo Madonnina.

Al loro arrivo sembravano più dei turisti in procinto di godersi il mare della Sicilia che migranti disperati: cappellini, pantaloncini colorati, zainetti, occhiali da sole e sigaretta in mano – non esattamente lo stereotipo del povero profugo in procinto di suicidarsi e recante i segni di indicibili torture incarnato dalla narrazione delle Ong. E nemmeno si può dire che gli undici stessero scappando dalla fame, a giudicare dal fisico pingue di molti di loro – i progressisti grideranno al bodyshaming. Davanti a tutti svettava il cagnolino, che a giudicare dalle foto sembrava non vedere l’ora di mettere zampa sul territorio italiano. Anche per il barboncino migrante – così come per i padroni – la diaria giornaliera è di 23 euro?

Oltre ai nostri undici valorosi tunisini altri loro sette connazionali sono stati rintracciati, stavolta dalle Fiamme gialle, sugli scogli di Portu ‘Ntoni, accanto a Cala Croce – aree tradizionalmente affollate di turisti. I clandestini erano riusciti a guadagnare la terraferma e stavano abbandonando il barchino che gli aveva consentito l’approdo, quando sono stati avvistati e sono scattate le operazioni di recupero e fermo degli immigrati.
Tutto è bene quel che finisce bene, quindi, soprattutto per il barboncino. Sappiamo già da cosa deciderà di ripartire la sinistra domani mattina.
Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. Ogni fratello in piu’ che sbarca ne sono felice che sia riuscito ad arrivare in italia spero ne arrivino a milioni ogni giorno forza o fratelli doltreoceano invadete l’italia lavorate e producete .w la tunisia w l’africa w i cinesi venite venite a doremus

  2. Don Bruno, sei proprio sicuro di essere in Italia? Ho la,sensazione che sei fuori di testa e pensi di stare su Marte!!! Vergognati invece del prete avreti dovuto fare il trafficante di uomini!!! Scellerato!!!!

  3. Venite a doremus ,e speriamo siate tutti musulmani .. date fuoco al vaticano , costruite moschee…fuoco purificatore per spazzare l’ipocrisia e la falsità di uno stato opulento costruito sulla disperazione dei poveri e dei bisognosi.

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