Roma, 28 apr – Gas solo in rubli, aveva detto Mosca, come reazione alle sanzioni contro la Russia. Inaccettabile, avevano risposto da Occidente. Eppure, non tutti seguono i diktat europei e – peggio ancora – oltreoceano. Almeno secondo quanto riporta Tgcom24.

Bloomberg: “Già 4 aziende europee acquistano gas in rubli”

Secondo l’agenzia di stampa Bloomberg ci sarebbero ben quattro acquirenti europei di gas che avrebbero accettato di pagare le consegne in rubli. L’agenzia cita una fonte anonima vicina al colosso russo Gazprom. E non solo: esisterebbero già dieci altre società che avrebbero aperto un conto con Gazprombank. Questo allo scopo di disporre dei conti necessari per soddisfare le richieste di pagamento. Un artifizio che, dunque, se non ha ancora portato alcuni fornitori a violare direttamente la situazione di ristrettezza attuale, potrebbe farlo nel prossimo futuro. Con tutte le contraddizioni del caso in un contesto, come quello europeo, già provato tra la necessità di “dover” in qualche modo eseguire direttive sostanzialmente “oltreoceano” e la necessità di curare i propri interessi energetici. La seconda eventualità, inutile quasi ribadirlo, finora non è stata minimamente sfiorata. Con tutti i danni che potrebbero esseci per noi comuni cittadini.

L’Ue prova a fare la voce grossa: “È illegale”

Le compagnie energetiche che pagano il gas in rubli, o che aprono un secondo conto con Gazprombank, assecondando quindi le richieste di  Mosca, commettono una violazione delle sanzioni contro la Russia. Sono i funzionari dell’Unione europea a sostenerlo. “Se le aziende pagano in euro, non violano le sanzioni”, viene rimarcato. Al contempo, Commisione ed Ue non possono accettare che “le aziende siano obbligate ad aprire un secondo conto” e che il pagamento sia considerato “completato soltanto quando viene convertito in rubli”. Una bella gatta da pelare. Come se già non fossero molte quelle che questa disastrosa guerra sta provocando ormai da mesi.

Alberto Celletti

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