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Roma, 30 mar – “Il rallentamento del virus c’è. Ma solo dopo i dati di Pasqua si potranno rivedere i divieti“. Ad annunciarlo è il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “Assistiamo a un appiattimento della curva, non ci sono ancora segnali di discesa ma va meglio. Le importanti misure che sono state adottate stanno mostrando i loro effetti”, spiega in un’intervista a Repubblica. “Intanto arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere. Più preciso non riesco ad essere perché su questi temi non è possibile dare una risposta secca, va vista l’evoluzione dell’epidemia. Comunque la decisione finale non spetta a me”, sottolinea Brusaferro.

“Fare molta attenzione all’isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti”

Il medico in ogni caso spiega che “dobbiamo osservare un aumento quotidiano dei casi inferiore a quello delle 24 ore precedenti per alcuni giorni consecutivi” per poter parlare di rallentamento dei contagi. “Il numero delle nuove infezioni si deve quindi ridurre significativamente. Per ottenere questo trend – evidenzia Brusaferro – bisogna rispettare le misure del governo e fare anche molta attenzione all’isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti“. Sul fronte dell’epidemia, “la sfida da una parte è certamente quella di garantire assistenza in ospedale a chi ne ha bisogno ma dall’altra – aggiunge – è anche quella di occuparsi di chi ha pochi sintomi. Questi cittadini devono fare l’isolamento, a casa o in una struttura protetta”.

“Riaperture in modo graduale, dovremo intercettare rapidamente nuovi positivi”

Sulle riaperture, Brusaferro spiega che “stiamo studiando adesso proprio questo aspetto, per capire come muoverci una volta che la curva sarà in discesa. Purtroppo nel mondo non ci sono esempi da seguire, saremo i primi a fare un’operazione del genere e stiamo studiando vari modelli. Il problema è capire quali forme di apertura garantiscono che la curva non ritorni a crescere. Certamente le riaperture avverranno in modo graduale e dovremo organizzarci per essere capaci di intercettare rapidamente eventuali nuove persone positive. Stiamo anche valutando un’idea degli inglesi, quella dello ‘stop and go’. Prevede di aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo”.

Conte: “Per le riaperture si ragionerà in termini di proporzionalità”

Concetto ribadito anche dal premier Giuseppe Conte, in un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais: “Anche sulle riaperture, così come è stato per le restrizioni, si ragionerà in termini di proporzionalità“. E quando gli chiedono se la serrata delle attività produttive potrà durare molto, il presidente del Consiglio risponde: “No, è una misura durissima dal punto di vista economico. E’ l’ultima misura che abbiamo preso e non può prolungarsi troppo. Per scuole e università, invece, si possono introdurre modifiche affinché gli studenti non perdano l’anno o l’esame”. In ogni caso, sebbene sia troppo presto per dire quando saranno allentate le restrizioni anti contagio, Conte è convinto che “siamo nella fase più acuta” dell’emergenza. “E’ difficile fare previsioni esatte. Gli esperti sono ancora cauti, ma è ragionevole pensare che siamo vicini al picco“, si sbilancia.

Adolfo Spezzaferro

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