Roma, 31 ott – Potrebbero appartenere a due persone differenti le ossa ritrovate in un edificio adiacente al Palazzo della Nunziatura vaticana. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, infatti, durante i lavori di rifacimento del pavimento gli operai avrebbero ritrovato uno scheletro quasi intero e, in un altro punto, altri frammenti di ossa.

Le ossa saranno analizzate per verificare se possano appartenere a Emanuela Orlandi e/o a Mirella Gregori, le due ragazze 15enni, entrambe scomparse nel 1983.
Il caso sta montando. “Perché collegamenti con la scomparsa di Emanuela? Chiariscano“. E ancora: “Chiederemo alla Procura di Roma e alla Santa Sede in che modalità sono state trovate le ossa e come mai il loro ritrovamento è stato messo in relazione con la scomparsa di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, perché questo dimostra ancora una volta la convinzione delle stesse gerarchie ecclesiastiche che in Vaticano conoscono la verità sulla sua fine. Il bollettino emesso ieri sera dalla Santa Sede fornisce poche informazioni”. Così Laura Sgrò, legale della famiglia della Orlandi, che – riferisce sempre Sgrò – preferisce non dire nulla almeno fino a quando non saranno resi noti elementi certi.

Intanto la magistratura, che è in possesso del Dna di entrambe le ragazze romane scomparse, procede con le verifiche del caso ma al momento non sembrano esserci altri elementi.

Va detto, tuttavia, che non è la prima volta che durante lavori di ristrutturazione vengano trovati resti umani in edifici antichi di proprietà del Vaticano.

Se si riuscirà ad estrarre il Dna dai resti basteranno 7-10 giorni per capire se sono effettivamente quelli della Orlandi e/o della Gregori.
Inoltre, dall’analisi chimica delle ossa si può capire da quanto tempo è morta la persona, con una forbice di 10-20 anni.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

1 commento

  1. Ossa umane dentro un edificio del Vaticano mentre ristrutturano …
    Due giovani ragazze sparite decine di anni fa’ in circostanze torbide; ma ci rendiamo conto ? se succedesse tutto cio’ nella sede di una società, di una associazione, sarebbe uno “scandalo” enorme, una vergogna infame.
    Non è cosi’ per la Chiesa cattolica che gode di una extraterritorialità -pensiamo ai preti pedofili che aspettano ai domiciliari …- che non ha una ambasciata o base della Nato.

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