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Roma, 31 ott – Ritorno a Oscar Wilde. Il ritratto di Mimmo Lucano che conservava il suo aspetto innocente è stato stracciato dalla verità emersa durante un banale incontro milanese organizzato dal consigliere Basilio Rizzo e introdotto dal sindaco Sala. Acclamato come un eroe, applaudito come un martire, salendo in cattedra ha inavvertitamente devastato il dipinto che lo aveva reso celebre al mondo intero: faccia pulita, sorriso sempre presente, parole buone, intenzioni anche meglio, spirito di sopportazione e grande enfasi nel saper immaginare un futuro. Ma dicevo dello smascheramento. Difatti gli sono sfuggite delle paroline alquanto clamorose che sul momento non sono state ben interpretate dalla folla ululante Bella ciao: ha detto che il suo sogno è vivere in una società dove nessuno si può dire autoctono.
In altre parole, egli sogna il disfacimento di ogni stato nazionale e di ogni sovranità nazionale, trasformando l’intero pianeta in un unico grande continente e, al contempo e inevitabilmente, disintegrando le peculiarità che caratterizzano ogni popolo e ogni etnia. Propugna un girovagare indeterminato e inconsistente, condannando la popolazione mondiale a un pellegrinaggio perpetuo privo d’una meta. Ma ditemi voi se una persona di questo genere può esser definita quantomeno lucida. E ditemi voi se è accettabile che il sindaco di una delle più importanti città italiane lo accolga con la fanfara e raduni una folla chiassosa col preciso scopo di coprire il brusio del malcontento nazionale. Sala è il solito che dà i numeri su Twitter affermando che il 19% della popolazione milanese è composta da stranieri e che l’economia della città non reggerebbe senza di essi, evitando coscientemente di distinguere l’immigrato regolare, lavoratore e accolto secondo precise possibilità dall’immigrato clandestino, disoccupato, mantenuto a vita e dedito al vagabondaggio se non allo spaccio di stupefacenti.
Sembra, il suo ragionamento, proprio simile a quello del sindaco di Riace: loro ambiscono a livellare le differenze, qualsiasi esse siano, così da generare un diffuso stato di anarchia ove i punti cardinali scomparirebbero, facendo trionfare il loro modello di società ossia il meticciato antropologico e culturale. L’esternazione twittarola di Sala è propedeutica al progetto cui la sinistra da sempre lavora e che stava per portare a compimento: la completa devastazione della sovranità nazionale e dei confini, rendendo l’Italia una terra di nessuno, un’intera no go zone in cui tutti possono approdare e piantare la propria bandiera imponendo usi, costumi e leggi. Per quale altro motivo, altrimenti, si darebbero così da fare per eliminare le differenza tra immigrato regolare e clandestino? Tale differenziazione si poggia squisitamente sulla capacità di uno Stato di imporre la propria legge all’interno dei confini nazionali, imponendo quindi delle regole per poterli varcare. Mimmo Lucano, questa sorta di Robin Hood de’ noantri, ha celato astutamente i suoi scopi folli dietro il buonismo, ossia i buoni sentimenti d’umanità e d’aiuto verso il più debole da sempre sbandierati dalla sinistra senza pensiero.
Riace è un gioiello che solo in Italia possiamo trovare. Essendo un paese piccolo, altrettanto piccole sono le possibilità che offre ai suoi cittadini. Quindi l’abbandono di quella terra, lo spopolamento e casini vari. Ma, detto ciò, potrà mai essere accettabile l’idea di ripopolare quello spicchio d’Italia riempiendolo di immigrati strappati dalla loro terra natale e lì trapiantati invogliandoli a figliare come conigli? A me sembra una totale follia, ma purtroppo oggigiorno fa breccia nella mente di molti l’idea della conquista del futuro paradiso riempiendo il presente di fantomatiche buone intenzioni.
Viene veicolato il messaggio sottile del perdono dei propri peccati a patto di aiutare il bisogno che inevitabilmente arriva da lontano, è sconosciuto, non parla la nostra lingua, non conosce la nostra vita ma sa che qui gli verranno regalati diritti a piene mani senza chiedere in cambio l’ottemperanza di alcun dovere. E il diritto che Mimmo Lucano vuol garantire ai clandestini è quello di sradicare il popolo italiano dalla propria Patria, dal proprio passato, dai propri ricordi, dalle proprie origini, proiettandolo verso un futuro fatto di appiattimento e di sopraffazione, d’assenza di ideali e di scomparsa. Il ritratto di Mimmo Lucano adesso nitido e veritiero fa paura perché è comparsa la sua vera natura. Come accadde a Dorian Gray, si è rivelato un mostro.
Lorenzo Zuppini

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1 commento

  1. Un essere indegno e codardo,tipico esempio della ferocia comunistoide,odia tutto ciò che è buono,bello e che implica il concetto di patria………. questo vigliacco si presenta come il difensore dei poveri,ma ci vuole tutti morti,noi italiani gli facciamo schifo e ribrezzo……..possa emigrare in Africa e rimanerci a lungo. Questo illetterato ignorante vorrebbe una italia negroide,un campo profughi enorme dove la feccia africana spacciatrice e analfabeta detti la propria legge tribale o islamica che sia……… vomitevole sinistra, nauseabondo essere.

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