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Roma, 31 ott – Il caso Emanuela Orlandi potrebbe venire riaperto. Durante i lavori di ristrutturazione della Nunziatura apostolica, in via Po a Roma, sono infatti state ritrovate delle ossa umane, presumibilmente di donna. Non è ancora certo a che epoca risalgano i resti e se riguardino una sola persona, ma c’è il sospetto che possano appartenere a Emanuela Orlandi, la quindicenne figlia di un messo della prefettura della Casa pontificia di cui si sono perse le tracce dopo che si era recata alla scuola di musica nel complesso di Sant’Apollinare il 22 giugno del 1983.
Il ritrovamento delle ossa è stato del tutto casuale, e gli operai che stavano eseguendo i lavori di ristrutturazione hanno scoperto lo scheletro sotto una delle stanze al piano interrato.
La Procura di Roma sta indagando per omicidio e i magistrati hanno subito disposto accertamenti tecnici per cercare di individuare a chi appartengano questi resti e se siano compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi o di Mirella Gregori, anche lei, all’epoca minorenne, scomparsa a Roma nel 1983.
Quello di Emanuela Orlandi è un vero e proprio mistero internazionale, fatto di intrighi, minacce, depistaggi, che dura da 35 anni. La famiglia mai si è arresa e ha sempre chiesto venisse fatta chiarezza sulla sorte della giovane Emanuela, che oggi avrebbe 50 anni. “È un sacrosanto diritto avere verità e giustizia, non ci rinunceremo mai”, aveva detto in occasione dell’ultimo anniversario della scomparsa, il fratello Pietro che, dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Roma, è tornato a chiedere giustizia direttamente al Tribunale Vaticano.
Tante in questi anni sono state le tappe della vicenda Orlandi: la prima inchiesta viene chiusa nel luglio 1997, senza arrivare a nulla. Poi venne riaperta nel 2008, dopo le dichiarazioni di Sabrina Minardi, compagna di Enrico De Pedis, uno dei capi della banda della Magliana. Secondo la donna Emanuela Orlando sarebbe stata uccisa dopo essere stata tenuta prigioniera nei sotterranei di un palazzo vicino all’Ospedale San Camillo. Vennero analizzate le ossa nella tomba dove venne seppellito De Pedis, ma non emerse nessuna prova concreta e l’inchiesta venne chiusa nel 2016.
Con il ritrovamento della ossa nel palazzo della Nunziatura il caso potrebbe riaprirsi. La famiglia Orlandi, mediante il suo legale, ha dichiarato: “Chiederemo alla Procura di Roma e alla Santa Sede in che modalità sono state trovate le ossa e come mai il loro ritrovamento è stato messo in relazione con la scomparsa di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori. Il bollettino emesso ieri sera dalla Santa Sede fornisce poche informazioni”.
Anna Pedri
 
 

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