Catania, 8 apr – Aggressione antifascista confermata per Enrico Maccarone, 18 anni, il militante catanese di Assalto Studentesco pestato a sangue lo scorso 21 marzo davanti all’Istituto De Felice mentre distribuiva dei volantini. La classica vile aggressione in stile “antagonista”, in molti contro uno, di sorpresa. Come riferisce CataniaToday, un’indagine condotta dalla Digos ha portato all’individuazione e all’arresto di cinque aggressori. Si tratta di cinque adolescenti (tra cui una ragazza) riconducibili agli ambienti dell’estrema sinistra etnea, tutti minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. I membri del gruppo sono tutti quanti militanti dei collettivi studenteschi dei centri sociali “Liotru” e “Colapesce”. 

L’aggressione

Ricordiamo come quella mattina di marzo avessero accerchiato e pestato con ferocia la vittima, colpevole solo di aver distribuito dei volantini riguardanti una manifestazione per celebrare l’Unità d’Italia. Una volta finito a terra, avevano infierito su di lui con calci e colpi di casco, provocandogli delle lesioni guaribili in quaranta giorni: una frattura composta dello zigomo sinistro, con ferita lacero contusa e una contusione periorbitaria destra. I membri della “spedizione punitiva antifascista” dovranno rispondere del reato di lesioni personali gravi in concorso, con l’aggravante della violenza di gruppo, dall’aver agito con crudeltà e per motivi futili e anche dall’aver utilizzato oggetti contundenti adibiti ad armi (i caschi da moto). Uno degli aggressori è stato internato in comunità, mentre gli altri tre sono agli arresti domiciliari.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Tutti sanno che non si lascia solo che va a volantinare, soprattutto in zone percicolose o davanti a scuole tradizionalmente “rosse”. Quando ci sono ragazzi giovanissimi (come in questo caso), norma vorrebbe che si mandassero anche uno-due militanti più vecchi e esperti.
    Chi ha lasciato solo questo ragazzo? Chi lo ha mandato lì? Dove cazzo stavano i suoi camerati?
    Buttare un poveraccio in pasto alle zecche è un pessimo esempio di come si fa attività politica!

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